Mostrando entradas con la etiqueta appartamento spagnolo. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta appartamento spagnolo. Mostrar todas las entradas

martes, julio 29, 2008

tema: il mio nuovo motorista

Tema: il mio nuovo motorista

Sottotitolo: in Spagna il motorista è quello che ti porta le pizze a casa in motorino

Svolgimento:

Il nostro nuovo motorista si chiama -diciamo per dire- X.
X è l'ultimo di una lunga serie di motoristi. Non so perchè ma, per un motivo o per un altro, i motoristi nella nostra pizzeria non durano molto tempo.

X ha solo pochi mesi in meno rispetto a me, perchè è nato il 10 ottobre del 1981, ma ha già una figlia di tre anni, che lui chiama Noa, traduzione palestinese del suo vero nome.
Però X e la mamma di Noa (che si conoscono da quando erano bambini) non stanno insieme, o meglio, non più, perchè "sono incompatibili", come dice lui. Ovvero: scopano da dio, ma poi litigano per qualsiasi cosa. "Come per qualsiasi cosa?". "Bè, lo vedi questo accendino? Io e lei litigheremmo anche per questo".

Ho scoperto anche che lui -esperto di hardware- un giorno, sistemando il computer di casa, trovò l'archivio di uno strana conversazione avvenuta su Messenger tra sua moglie e uno sconosciuto. X riuscì ad arrivare ad un appuntamento dei due amanti, scattare loro foto da lontano, per poi portarle a sua moglie e dirle "Guarda, questa eri tu cinque minuti fa". Da allora non stanno più insieme, e X -che fa tanto il duro- ha smesso di mangiare e ha perso 20 chili in tre mesi, passando dai 90 a 70 attuali.
Sempre da allora, X dorme sul divano e torna a casa solo per dormire e stare con Noa.

Ho anche saputo che un giorno diede un pugno ad un uomo che "aveva toccato sua moglie dove non doveva", e non si sa se la faccia di quest'uomo era eccessivamente resistente, o la mano di X troppo fragile, però da quel giorno X ha una mano un po' storta.
Non rotta. Solo storta.

X ha origini algerine e, forse, anche israeliane. Per questo non ha la faccia iberica. I suoi nonni e suo padre erano algerini, ma X non parla francese perchè suo padre è morto quando lui aveva 12 anni e ancora poca voglia di imparare nuove lingue.
Il padre di X era una gran cuoco, qui a Valencia, negli anni ottanta. Il problema è che gli piaceva anche l'eroina, e un brutto giorno morì di overdose.

La madre di X, invece, è sieropositiva dal 1984 e dall'87 fuma regolarmente marijuana per stimolare l'appetito e il sonno, nonchè per sopportare i dolori.

X, qualche anno fa, ha investito 2500 euro per una piccola piantagione di marijuana indoor.

X non vende marijuana, perchè dice che non vale la pena rischiare anni di galera per 30 euro.

X vende le piante figlie, e con questo vive, perchè tutti quelli del suo quartiere ne vogliono una, spesso più volte l'anno. X si è tatuato, tra le altre cose, il ritratto di sua figlia sull'avambraccio destro in cambio di una pianta. Sull'altro braccio ha il ritratto del protagonista cattivo di un fumetto manga, e si sta facendo prendere le misure per farsi tatuare un drago sulla schiena (però non prima della fine dell'estate, perchè il fratello del suo tatuatore ha avuto un incidente in moto due giorni fa, e ora è in un ospedale di Barcellona dove, probabilmente, dovranno amputargli una gamba).
I clienti sono sempre molto soddisfatti, perchè X vende le piante già cresciute e in forma perfetta, praticamente pronte per il raccolto.

X dice che compra i semi buoni una volta l'anno. Essendo una piantagione indoor, ottiene 3-4 raccolti l'anno, da piante che genera dalle prime.
Le mette in una stanza, con tutto quello di cui hanno bisogno, poi chiude la porta a chiave e accende una webcam per controllarle. Non entra in quella stanza per tre mesi. E, quando entra, lo fa con speciali occhiali da saldatore per non rimanere accecato dai vari specchi sistemati intorno alle piante.
X spende 200 euro di luce al mese.

X ha studiato programmazione e hardware, e da grande vorrebbe fare il disegnatore di sfondi per videogiochi.
Purtroppo, al momento della nascita di Noa, X ha dovuto abbandonare gli studi, prendere un attestato da saldatore e cercarsi un lavoro. In realtà, più di uno. Ha fatto molte cose, prima di diventare il nostro nuovo motorista, tra le quali lavorare per una ditta che spostava opere d'arte da città a città (Valencia, Barcellona, Madrid, Venezia, Parigi, Shangaii, Cuba...), e più di una volta, a biennali varie, gli è capitato di dover creare delle "opere d'arte" che poi l'artista ha semplicemente firmato. Anzi, in realtà a X è toccato pure mettere davanti all'opera il cartellino con il nome dell'artista...
Credo che quello del motorista sia il lavoro fatto su misura per lui, perchè è un appassionato di moto e ne possiede moltissime, soprattuto da strada (la maggior parte delle quali sono inutilizzabili perchè X le ha fuse facendo il cretino in giro come un tamarro). Insomma, gli piace tanto andare in giro su due ruote che non siano quelle di una bici (aveva una bici, un tempo...).
X possiede anche una Opel Kalibra lunga tre metri e mezzo che comprò pochi anni fa in un'asta eBay al prezzo di 1500 euro. Dice che la comprò per capriccio. Andò a prendersela a Barcellona. L'auto più tamarra del mondo targata Malaga. Dopo qualche giorno fuse un pistone, o qualcosa del genere.
X, ovviamente, non è soddisfatto dal motorino di proprietà del nostro ristorante, perchè dice che "non va", il che significa che non è truccato e va come dovrebbe andare.

X fuma talmente tanto che la mattina, appena sveglio, si deve accendere un cannone altrimenti non riesce a fare nulla. Mentre sta al computer disegnando, si accende una canna, fuma, poi la guarda e dice "Cazzo, è già finita??", e gli tocca farne un'altra, e così per ore, con sua madre che gli dice "Dai, fermati un attimo, tesoro".
Gli unici momenti in cui X non fuma sono quando lavora e quando sta con sua figlia.
Ora che è il nostro motorista, e non può fumare marijuana, fuma tantissime sigarette, ma non è la stessa cosa, purtroppo. O per fortuna.

X è molto fragile, sia fuori sia dentro, qualsiasi cosa voglia dire questa espressione.
X deve indossare scarpe sportive anche in estate, perchè a causa di una curva presa male in moto ora ha caviglie di cristallo, e deve usare dei rinforzi se è costretto ad usare scarpe normali.
Ha anche problemi con la cervicale, con la schiena, con i reni e con tante altre cose, sempre a causa della moto.

X è tendenzialmente eterosessuale, nel senso che non va a raccontare in giro tutte le cose che gli sono capitate con i suoi amici maschi, anche se una notte al Deseo 54 di qualche anno fa gli ha aperto gli occhi (o forse non solo quello): quella notte ha visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, e soprattutto cose che non ha mai visto nemmeno in un film porno (il che mi lascia supporre che sia anche un appassionato del genere).

A me X ricorda tantissimo Vincent Cassel ne "L'odio", ma il mio coinquilino greco nuovo di zecca dice che è uguale a Steve Buscemi, oppure ad un personaggio bukowskiano.

A X piacciono tante cose stupide che piacciono anche a me, come le corse in ascensore, il gelato cioccolatofragola, i gatti e Edward Norton.
X è bilancia, per questo andiamo d'accordo.
Purtroppo, mi sembra anche quel tipo di bilancia che ho conosciuto finora in tutta la mia vita: una s-bilancia.

L'unico problema è che X si è innamorato perso di me nel giro di un secondo, la prima volta che mi ha visto: ci incrociammo un secondo nel bagno del ristorante, e non ci eravamo mai visti prima, ma io mi accorsi di una strana e dolce sorpresa nel suo sguardo, che non ho più dimenticato.
Dice che sono la cosa più bella che gli è capitato di vedere ultimamente e mi tratta come una principessa.

Ovviamente tutto questo è un problema perchè l'amore non è ricambiato. E io ho perso un altro amico.

viernes, julio 04, 2008

CRISTINA???

Lo stesso giorno, alla tua porta suona la donna della tua vita e ti chiede se può a venire a vivere con te.
Ma smettiamola di festeggiare, perchè io purtroppo ho quella cazzo di regola che mi impedisce di farmi i coinquilini...

un giorno della tua vita ti svegli e fai il riassunto delle puntate precedenti

Voglia di scrivere durante un ritorno dall'aeroporto... sì, è già successo tante volte, ma oggi non torno nè parto.
Però diciamo che una parte di me sta per salire su un aereo, per non tornare mai più, e un'altra ancora è tornata, finalmente, a farmi compagnia, a vivere con me, dopo tanto tempo.
Dopo due mesi (o uno? o tre?) passati a cercare di non pensare ad una data precisa, ad un giovedì come un altro, ad una qualsiasi giornata di sole.


Un giorno della tua vita ti svegli e ti accorgi che un altro anno è passato, lassù nel nido al decimo piano, vicino al cielo.

Un giorno della tua vita ritrovi l'amore di un anno fa, e ti arrabbi perchè lui è lo stesso di sempre ma tu sei tanto cambiata, e per questo decidi che non lo vuoi più.

Un giorno della tua vita ti rendi conto di avere tante cose che mai avevi avuto prima: un conto in banca senza spese, un lavoro in regola con contratto e orari decenti, una città da vivere come preferisci, e qualcuno che ti abbracci la sera quando rientri a casa stanca.

Un giorno della tua vita ti svegli e ti ricordi di avere 27 anni, e pensi (forse a ragione) di essere abbastanza grande per poter diventare anche mamma. Ma il giorno dopo scopri che non ci sarà nessuna mamma, almeno per un po' di tempo ancora, e ti scopri stupita e triste, come se avessi perso qualcosa per strada senza sapere bene nè dove nè quando.

Un giorno della tua vita ti svegli sola per la prima volta dopo tanto tempo, e ti ricordi che d'ora in poi sarai di nuovo sola, in una casa silenziosa senza gatti nè sorelle, senza alberi nè amache.
Quello stesso giorno ti ricordi quanto ti piace stare da sola, e quanto è bello e comodo e pulito il tuo nido singolo, e quanto ami avere la giornata tutta per te stessa.

miércoles, abril 30, 2008

el dìa de la energìa

1.05 30/04/2008
Due colloqui di lavoro nello stesso giorno.
uno alle 10, l'altro alle 11.
Di nessuno dei due sai di che lavoro si tratta.
Ma ci vai perchè ti annoi.

PRIMA PARTE
ORE DIECI
Entri in un bellissimo appartamentino su Calle Salamanca.
La porta te la apre un ragazzo sui trent'anni, razza iberica, tenuto bene, rasato, visibilmente gay. Mentre lo saluti, noti dietro di lui un'esposizione di prodotti per la cura dei capelli o del corpo. Ti chiedi "Ho sbagliato e sono finita ad un altro casting di peluqueria?". All'ultimo casting mi hanno fatto i ciuffetti rosa. Un giorno ve lo racconterò. Forse.
Vieni fatta accomodare in una stanza con dodici sedie di plastica di fronte ad uno scherno acceso.
La stanza è piccola ma luminosissima, davvero graziosa, ridipinta con gusto, in bianco e rosso scuro, e la parete di fondo si apre su un abbaino con annesso divanetto in muratura, come ti è capitato di trovarne tanti nei coffe shop di Amsterdam. Pensi subito a quanto sarebbe bello sedersi laggiù e fumarsi una canna d'erba bevendo un tè e guardando gli alberi fuori.
Ma subito dopo ti ricordi che sei ad un colloquio di lavoro e ti scegli una sedia, allargandoti come un maschio alfa che prende possesso del proprio territorio.
Ti viene dato il solito formulario, dal quale cerchi di estrapolare indizi sul lavoro che sei venuta ad elemosinare, ma con scarsi risultati.
Le domande sono tutte più o meno nell'ordine di "quanto hai guadagnato l'ultimo mese?", "quale è stato il tuo stipendio più alto?", "con quanto denaro vivresti bene in un mese?", "quanto hai guadagnato l'anno scorso?".
Mi pare brutto rispondere sempre ZERO (anche se sarebbe la verità). Decido quindi che la cifra ricevuta dall'Accademia per la borsa erasmus può essere sia il mio ultimo stipendio, sia il più alto, sia lo stipendo dell'anno scorso. Alla terza domanda rispondo sinceramente: 400 euro. Sì, datemi 400 euro al mese e vivrò come una regina.
Finisco di rispondere a queste cazzo di domande e alzo lo sguardo, che inevitabilmente, con terrore, cade sullo schermo davanti a me e su una scatola che si trova su un tavolo. Cazzo!! Sono quelli di Herbalife. Maledetti, sono in trappola.
Però non ho nulla da fare per altri 45 minuti, quindi decido di rimanere, ma faccio notare in anticipo che andrò via presto perchè "sai, ho un altro appuntamento a Xativa alle 11".
Insieme a me ci sono un ragazzo molto simile al nostro ospite nell'aspetto, ma almeno più simpatico, e una povera ragazza del Paraguay (che nome sfigato per uno Stato) alta e larga un metro e mezzo. Mi immagino il suo imbarazzo quando si è trovata di fronte alla sviolinata di ben 35 minuti sul benessere e sul "dimagriamo che se no l'OMS dice che moriamo di cancro e stress".
Il nostro ospite passa poi a cercare di convincerci a spendere solo 107 miseri euro per comprare la licenza (!!!) per vendere quella merda liofilizzata ("poi però ti regaliamo i prodotti perchè non puoi vendere qualcosa che non usi!". Sì, proprio regalati. I 107 miseri euro sono solo per il foglio di carta da firmare).
Sono le 10:43. Sto pensando "Hai ancora due minuti per convincermi", quando lui mi chiede "Cos'è per te il benessere?". Mi prende in contropiede perchè ovviamente mi ero distratta, rapita da un raggio di luce che era entrato dall'abbaino per cadere in un angolo della stanza. Mi sveglio, sorrido, e rispondo che per me il benessere è quello che provo in questo momento. Ed è vero, mi sento una favola. Rido dentro e mi trattengo dal ridere anche fuori. Poi mi alzo e dico che mi dispiace, devo andare, e poi queste cose non mi interessano.
Esco dalla stanza e mi ritrovo nell'entrata con i prodotti che credevo creme e penso che almeno potrei fregargli qualcosa da rivendere fuori dalla palestra di Saragoza, ma un'altra porta si apre e fanno capolino due maschi aitanti e decisamente omosessuali: lo capisco semplicemente da come squadrano e analizzano i miei vestiti e l'accoppiamento dei colori (ballerine rosse in tela, leggins neri, gonna petrolio, maglia nera, forcina verde, borsa verde e rossa). Sfodero un sorrisone con "Hola" a parte, loro ricambiano bellissimi e vado via.
Calle Salamanca è piena di luce, tranquilla. Sorrido mentre slego la bici e accanto a me passa un ragazzo: sorride anche lui, ma non con me; ha una borsa a tracolla dalla quale sporge un cavalletto. Penso che è un peccato perchè avremmo potuto essere grandi amici. Ma parto in direzione di Marques de Sotelo per il secondo colloquio a sorpresa della giornata.

SECONDA PARTE
Dei due colloqui a sorpresa, sapevo solo che uno come oggetto dell'annuncio aveva "Asesor a la energia". Non sapendo di cosa si trattasse, avevo chiesto a diversi amici spagnoli. Nessuno era stato in grado di darmi una risposta precisa.
Questo colloquio dell'asesor a la energia, nei giorni scorsi, era subito diventato l'oggetto di varie elucubrazioni da parte di molti, e c'era chi si immaginava grandi cose. Pale eoliche nel deserto. Lampadine giganti azionabili dallo spazio. Compravendita della RedBull marchio Mercadona.
Durante il colloquio con quegli invasati di Herbalife, era impossibile non notare, nelle loro slide di cattivo gusto e impaginate male, la parola "energia" ricorrere più e più volte. E io avevo anche pensato "Ma guarda 'sti stronzi come l'hanno messa giù per infinocchiarmi..!!".
Ma il meglio doveva ancora venire.

Arrivo a Xativa, dopo aver preso un paio di sensi unici in bicicletta (odio usare la bici in centro, non so mai dove cazzo andare, e poi sul più bello la pista ciclabile mi abbandona sempre e io mi perdo), parcheggio el coxe, citofono, salgo.
Stavolta l'appartamento ha davvero l'aspetto di un ufficio, e nell'entrata mi attende il bancone alto con dietro la segretaria, che mi fa accomodare nella sala d'attesa, non senza appiopparmi il solito formulario.
Anche da questo, non capisco di che lavoro si tratta.
Arriva un altro "candidato" e ne approfitto per indagare sulla natura dell'impiego misterioso. Dice che si tratta di pannelli solari. Io sono sinceramente stupita, perchè capisco che finalmente ho l'occasione di trovarmi faccia a faccia con il vero datore del vero lavoro energetico. Quasi mi emoziono.
Quasi.
Il formulario è lungo ben quattro pagine.
La prima è abbastanza facile perchè si tratta dei dati personali, anche se ho qualche dubbio al punto "Permesso di residenza in Spagna". Mmm. Metto che ce l'ho, anche se non ho capito esattamente di che si tratta.
Seconda e terza pagina mi lasciano interdetta perchè sono tutte domande che indagano sulle mie capacità come leader. Qui mi lancio, perchè lo sanno tutti che se c'è da comandare io ho sempre abbastanza faccia tosta per farlo, e con successo. Sono la zia, risolvo problemi, guido il tuo gruppo, schiaccio i prepotenti e faccio del mondo un posto migliore.
Scrivoscrivoscrivo. Poi mi ritrovo anche davanti a domande alle quali non posso rispondere, come ad esempio "Perchè hai cercato un lavoro di marketing?". Marketing?? Ma che cazzo...?
Faccio un'altra volta la sincera e scrivo "In realtà, non ho mai richiesto o cercato un lavoro di marketing. Nell'annuncio non veniva specificato il tipo di lavoro, nè si parlava di marketing".
Punto.
Poi c'è una cosa brutta del tipo "Che cosa ti aspetti da questo lavoro?". E io ovviamente rispondo "Mi dispiace ma a questa domanda non posso rispondere per i motivi citati sopra".
Alla quarta pagina.. l'inaspettato. "Sei pregiudicato? Hai avuto problemi con la legge? Sei stato condannato, anche in paesi esteri?".
La mia testolina è in subbuglio. Penso che una volta, con la Simo, quasi mi arrestavano per spaccio internazionale sul confine svizzero, ma me la sono cavata, dopo 4 anni, con un colloquio psicologico a Lucca, schivando per un pelo il SERT vicino casa a Viareggio. Ma sembra una bugia (anche se -e forse proprio perchè- è la verita nuda e cruda). Mi fermo. Ci penso. Non riesco a resistere, e scrivo "Sì, sono una spia russa". Poi, da brava scolaretta, rileggo con attenzione la domanda, quindi preciso "..ma non sono mai stata condannata". Gran sorrisoni iniziano ad apparire sul mio viso, di quei sorrisoni che invece vorrebbero essere grasse risate accompagnate da lacrimoni e rotolate sul pavimento. Mi calmo, e penso che vabbè, ormai è andata, quindi aggiungo "..questo perchè sono una spia molto brava!".
Arrivo al fondo della pagina con le lacrime agli occhi, e trovo "Firma" accompagnato da "Dichiaro che tutto quello che ho detto corrisponde al vero". E ovviamente firmo.
Alzo lo sguardo e vedo la segretaria che, all'impressionante velocità di 5 parole al minuto, con ben due dita (precisamente l'indice destro ed il sinistro, comandati rispettivamente dagli unici due neuroni al momento attivi), sta utilizzando tutte le sue forze cerebrali pur di portare a termine il duro lavoro della mattinata (credo inserire in interdet annunci di imprese leader nel settore che cercano asesores a la energia), mentre -come un canarino stupito- fa rimbalzare il suo sguardo dallo schermo al foglio alla tastiera (che spesso si ferma ad osservare a lungo, come se stesse disperatamente cercando qualcosa di introvabile, come ad esempio una "a" accentata).
Cristo.
Vi prego, qualsiasi cosa facciate in questo cazzo di posto, prendetemi come segretaria.
Finalmente vengo fatta accomodare nell'ufficio del supremo capo energetico per il colloquio vero e proprio.
Alla sua prima domanda ("Ci hai contattati tu, vero?"), sfodero la solita sincerità: "Guarda, in realtà a volte mi annoio e inizio a mandare curriculum alle offerte di lavoro più strane". Lui scoppia in una risata genuina e generosa, e aggiunge "Questa risposta mi fa più piacere di quello che immagini". A parte il fatto che lui non sa quello che immagino (o forse sì..?), un po' questa sua dichiarazione mi inquita.. perchè mai quest'individuo dovrebbe essere tanto felice di una risposta del genere?
Ma passiamo ad altro, e cioè: di che si tratta? che cazzo è un asesor a la energia? no perchè sai, non è un problema mio che sono italiana e non capisco la tua lingua, siete voi che siete strani perchè ho chiesto a tanti spagnoli ma nessuno sa che cazzo sia un asesor a la energia!
Il supremo capo energetico mi racconta che in Spagna ora il mercato del gas è libero e che allora lui e la sua fantastica azienda leader nel settore hanno la possibilità, anzi, il dovere morale di andare a rompere i coglioni alla gente a casa per convincerla a cambiare azienda formitrice di gas. Perchè la nostra azienda applica uno sconto del 6%, e non 4, o 2, o 0 (ZERO! que verguenza) come le altre 5 aziende nazionali. Tu per esempio che compagnia hai? Bè, io in casa ho la bombola che ci costa, in totale, 14 euro ogni due mesi e la paghiamo in 4 quindi spendo 14:4=3 euro e mezzo ogni due mesi e sai è comoda perchè ce la compra il portiere del condominio dal camion che passa il venerdì mattina, tranne quando per pigrizia mentale ci scordiamo di ordinarla e poi però ci tocca andare fino alla Repsol con il carrello del Mercadona e la bombola vuota. Il capo supremo è interdetto. Forse non aveva considerato la possibilità della bombola. "Bè... allora.. allora nulla. Eh sì, allora nulla".
Alla fine del colloquio sono io a convincerlo. L'ho convinto che un lavoro del genere non lo posso fare, per il semplice motivo che non mi va di rompere i coglioni alla gente, nonostante lui abbia anche insistito. Me ne vado, ma non prima di avergli stretto la mano dicendogli che è stato un vero piacere. Ora sì, è il caso di dire "...e non immagini quanto!".

Sono così felice che decido di premiarmi con un giro shopping compulsivo non superiore ai 10 euro.
Entro da Bershka e al piano di sopra trovo 4 cosine carine, ognuna delle quali con un prezzo inferiore ai 10 euro. Ma io le voglio tutte, così decido di portarmele tutte in camerino per poi sceglierne una.
Ovviamente, siccome in fondo sono femmina, appena mi vedo con addosso la magliettina ciclamino e la gonnellina verdina con stelline decido che devono essere mie. Le donne sono fatte così. Non vogliono comprare qualcosa solo fino al momento in cui se la provano davanti allo specchio. Faccio due conti. Totale 13 euro e novanta. Quanto ho nel borsellino? Tredici euro e venti, circa (contando il rame). Bestemmio, maledico il sistema denaro, ciononostante esco e saco venti euro con un euro e settantacinque di commissione. Torno, pago, esco dal negozio superfelice. Guardo lo scontrino. Ho comprato un top e una maglietta. Traduzione: quella che ho indossato come una gonna è in realtà un top. Ma che si fottano, come top fa cagare, avrei la paranoia di perdere le tette per strada e in più sembrerei una palla obesa. Come gonna.. bè, come gonna è la più bella del mondo.

viernes, abril 18, 2008

il lavoro più stupido di Spagna

21.53 17/04/2008
Ci sono tre o quattro persone, qui a Valencia, che svolgono il lavoro più stupido, inutile e stressante del mondo.
Felicia vive nel passaggio XY. Si tratta di una galleria che unisce due strade, all'interno della quale ci sono alcuni negozi e diverse entrate ad altrettanti condomini.
Il passaggio durante la notte viene chiuso.
Se non hai le chiavi e non trovi, per culo, qualcuno che sta entrando, resti chiuso fuori.
Se vuoi uscirne dopo le 22-23 circa, hai tre possibilità: o sei con qualcuno che vive in uno dei condomini e sta uscendo, o ti fai dare le chiavi di scorta (quando ci sono) dalle persone che sei andato a trovare in uno dei condomini, o ti affidi alla bontà del portinaio notturno.
Quest'ultima possibilità comporta diversi rischi e, soprattutto, non può essere messa in atto con regolarità.
Perchè il portinaio notturno del passaggio XY non è obbligato, per contratto, ad aprirti la porta per farti uscire, e non perde occasione per fartelo notare e pesare come un macigno sulla coscienza.
E a volte non ha proprio voglia di farti questo favore. Però ha tanta voglia di litigare e sfogarsi. Con chiunque.
A volte lo si trova addormentato, che russa come un drago allo scopo di spaventare e scoraggiare i poveri ospiti intrappolati nel malefico passaggio, a volte per diverse decine di infiniti minuti.
Quest'uomo viene pagato per non fare nulla, regolarmente, ogni mese, con -credo- uno stipendo maggiorato tenendo conto del turno notturno, quando in realtà basterebbe spendere due o trecento euro una volta per tutte per installare uno di quei magnifici bottoncini che servono ad aprire le porte elettricamente senza bisogno delle chiavi.
Invece lui viene lasciato lì, ogni notte, a terrorizzarmi.
Soprattutto, la sua presenza obbliga i condomini e i loro ospiti a realizzare un numero spropositato di doppioni delle chiavi, rendendo vana l'utilità della chiusura notturna del passaggio allo scopo di preservarlo dall'entrata di estranei ai condomini, visto che mezza città possiede le chiavi per entrare e uscire quando vuole.
Tutti tranne me. La copia di quella chiave di merda costa 7 euro.

sábado, febrero 16, 2008

jueves, noviembre 22, 2007

la vicina che regala i porno degli anni settanta

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

va tutto bene.
ci sono 15 gradi.
di giorno.
ma di notte si può lasciare la finestra aperta, ogni tanto, e non muore nessuno.
oggi la vicina che mi ama perchè ama gli italiani ci ha regalato un proiettore Super 8.
con un film porno in allegato.
io dalla Spagna non me ne vado più, giuro.

miércoles, noviembre 21, 2007

addio alla maggiorana

è così brutto rovesciare qualcosa dopo aver pulito tutto per bene...
è così brutto scoprire che qualcosa può andare storto e non lo si può controllare e non esiste il piano perfetto...


stavo preparando il pranzo e, come al solito, nelle verdurine della pasta ci butto tutte le spezie (o quasi) che trovo.

ma ad un certo punto, non so come, all'improvviso dall'armadietto delle spezie vola fuori il barattolo della maggiorana, evita accuratamente la schifosissima friggitrice degli zulu (che io mai mi azzarderei a usare o tanto meno toccare), rimbalza sul mobile e CRASH si frantuma in mille minuscoli pezzettini verdi sul paimento della cucina.

mi fermo.
scruto il risultato dell'accaduto.
mi arrabbio ma sto ferma.
quindi bestemmio.

mi arrabbio e ci resto male perchè quello che ha appena cessato di esistere era il mio barattolo delle spezie preferito.

mi arrabbio perchè quel barattolo era stato acquistato in un supermercato migros svizzero solo in virtù della bellezza estrema del suo packaging.
io sono fissata con il packaging.

era un magnifico barattolino verde che sembrava di plastica trasparente ma era di vetro, con il tappo ciccioso in plastica verde, nè slanciato nè tozzo, sull'etichetta troneggiava la scritta, in corsivo stile nonna, "maggiorana", e c'era addiritturta una stella rosa disegnata su sfondo verde.
avevo quel barattolo da anni.
era stato a Turate, Viareggio, Carrara, Valencia Amistad e Valencia Primado Reig.
mi ha seguito in ogni mio trasloco.
era lui che dava allegria alle misere confezioni di plastica trasparente delle spezie arabe e ai semi di cardamomo barbaramente trasferiti nel barattolino del plasmon.

e ora giaceva lì, in quello stato pietoso: un inutile mucchietto d'erbetta circondato da vetrini verdi.
stavo quasi per rimanerci male davvero.

poi mi sono fermata di nuovo.
mi sono ricordata che era solo un cazzo di barattolo.
che anni fa ho fatto fioretto e ho deciso che avrei fatto di tutto per non "attaccarmi alle cose".
e, soprattutto, che la maggiorana, come spezia, mi ha sempre fatto abbastanza schifo.

lunes, noviembre 19, 2007

tutto torna tre volte

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

io lo dico sempre, che tutto torna tre volte.
nel bene e nel male.
ma mica ci credo tutte le volte che lo dico.

stamattina mi sveglio a mezzogiorno, tutta rincoglionita.
caffè sul divano e chiacchierata con marta.
poi lei dice "via, a pulire".
e penso "mah, dovrà pulire camera sua...", anche se mi suonava un po' strano, conoscendo il grado di zozzume di marta.
poi arriva ezequiel, e dice "a pulire?".
poi arriva david che si tira su le maniche e dice "..iniziamo?".
e io "ma.. CHE COSA???".

zero, non avevo nessuna voglia di mettermi a pulire tutta la casa, perchè di questo si trattava: della famosa "pulizia generale" che gli zulu, a settembre, mi dissero che avremmo fatto ogni due settimane (e a me già l'idea di pulire ogni due settimane mi faceva venire l'orticaria causata dalla zozzo imperante).

poi però passarono due mesi senza che si vedesse l'ombra della limpieza general.
e io, per non soffocare nella merda, ogni fine settimana pulivo qualcosina.
ma non mi aspettavo nulla in cambio.
al massimo un po' di rispetto.
al massimo una reazione del tipo: "oggi lavo i piatti che annalisa lava sempre anche i miei che lascio qui tutto il fine settimana e mi sento una merda".
e per me era già tanto.

oggi, invece, i miei zulu addomesticati mi fanno un regalo.
dicono: "no, tu hai vinto il premio, non devi fare nulla, se vuoi metti su la musica".

yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!
ovviamente non mi sono mica messa a fare la scena di quella che vuole aiutare o che dice "ma no, che dite, bla bla bla..."
ZE-RO!!

mi sono alzata, improvvisamente sveglia e super felice.
ho fatto la doccina, ho impiegato mezzora per decidere cosa mettermi, con estreeeema calma, ho fatto la cretina con zolpho, ho controllato la posta...
mentre gli zulu ribaltavano la casa per pulire ciò che non vedeva spugna da due mesi.

torna tutto tre volte.
casa è pulita, io riposata.

domingo, noviembre 04, 2007

scemo ruba e più scemo si sente empio

un giorno scemo prende la bici della ricciolona, ma la bici esplode strada facendo.
o meglio, esplode la ruota dietro.

quindi ci ritroviamo con una bici che potrebbe essere perfetta se solo trovassimo una nuova camera d'aria, perchè quella della ricciolona è squarciata e inutilizzabile.

scemo diventa monomaniaco delle biciclette...
durante la notte si aggira furtivo nei vicoli e spia ogni bici, nel tentativo di capire come si smonta una ruota.

una sera scemo, più scemo e felicia sono a Benimaclet.
nel tornare a casa, scemo insiste per fare il giro largo...
passiamo di qua, no, passiamo di là, uh guarda due bici abbandonate, uh guarda un'altra!!

insomma, alla fine ne scegliamo una.
scemo tira fuori il coltellino svizzero per smontare la ruota.
più scemo inizia ad agitarsi e a dire finiremo all'inferno finiremo all'inferno, ma alla fine sarà proprio più scemo a smontare la ruota, e scemo si limiterà a tenere le viti che gli vengono gentilmente passate da più scemo imprecante.

scappiamo con la ruota in mano più veloci del vento, o almeno così vorrebbe scemo.
più scemo propone di andare a confessarsi, ma il giorno dopo.

sotto casa ci sentiamo talmente in colpa che, alla vista di una pattuglia della polizia, scappiamo di corsa dentro il condominio per paura che ce l'abbiano con noi.
in piena paranoia da inseguimento, andiamo a prendere l'ascensore al secondo piano, e -giusto perchè non si sa mai- ci fermiamo al dodicesimo piano e ne scendiamo due a piedi.
per depistare gli sbirri, ovvio.

il giorno dopo scemo e più scemo passano il pomeriggio a tirarsi scemi e più scemi con le ruote...
ne hanno davvero tante...
scoprono che al mondo esistono innumerevoli misure di ruote di mountain bike, e quindi anche di camere d'aria..
e che una camera d'aria più grande può stare in una ruote più piccola (ma non il contrario!), però va a finire che si rompe, prima o poi!


allora più scemo inventa un gioco: scattare foto cercando di catturare il maggior numero di cerchi possibile!
ma dopo un po' si rompe le palle perchè non fa altro che incontrare il culo di scemo che occupa tutto l'obiettivo, allora inizia a fare foto semiporno, e ovviamente con scarsi risultati, dato il soggetto.



visto che con tre bici e cinque ruote non riescono ad ottenere una bici intera, scemo e più scemo decidono di andare a confessarsi, ma prima guardano gli orari delle messe in internet.
mortacci loro, perchè gli orari sono sbagliati e trovano la chiesa chiusa.
davanti c'è solo un individuo strano ma sorridente; non si capisce che lingua parli, ma quasi sicuramente biascica che la chiesa apre alle sette e non alle sei.

per un attimo scemo e più scemo hanno la tentazione di infilarsi insieme a dei ragazzini sfigati in un portone e andare a fare di sicuro qualcosa di simile al catechismo, ma con le chitarre.
ma è solo un attimo.

scemo e più scemo decidono che è meglio andare al centro anziani più bello e spazioso del mondo, quello di Benimaclet (che hanno trovato solo perchè scemo, commettendo l'errore tipico dei novizi del crimine, non riesce a resistere alla tentazione di tornare sul luogo del reato).

mentre aspettano las patatas bravas e la coca cola ("a zia, basta birra, non ce la faccio") fanno amicizia con Alberto, classe 1941, tre cellulari, un computer connesso a internet, forse una fidanzata, e una casa che sta ristrutturando proprio a Benimaclet.
scemo ne approfitta per andare a vedere la casa per il suo imminente amichetto Zolpho.
la casa è un disastro, sembra che una bomba sia esplosa e abbia sparso ovunque ogni più piccolo oggetto, dalle gomme per cancellare alle pile.
è tutto da pulire e addirittura il soppalco è da rifare (dal piano di sotto si vede quello di sopra attraverso squarci nei muri e nei pavimenti).
e dire che Alberto mi aveva portato lì dicendo "devo giusto ridipingere, in due settimane è a posto".
deh.
io un casino così non lo risistemerei nemmeno in un anno.
meno male che Alberto è simpatico.


alle sette scemo e più scemo tornano alla chiesa, ma è ancora chiusa.
però il Glop è aperto.
alè, birretta, alla faccia di "a zia basta birra".
forse il signore ci mette alla prova.
forse no.
forse il prete se la prende solo molto comoda, come tutti gli spagnoli.
ma quando ci accorgiamo che hanno aperto il portone saltiamo in piedi e usciamo tutte felici, entriamo dalla parte sbagliata e non ci facciamo il segno della croce, per fortuna.

però troviamo la sola, perchè la messa non c'è.
ci sono solo tre (TRE!) vecchiette che bisbigliano da sole davanti a un crocifisso.
scemo si sente una quattordicenne che non riesce a trattenersi dal ridere.
più scemo fa un giro nella chiesa, sbatte contro le cose, fa casino, finchè decidiamo di uscire.
per il bene delle nostre anime.

bene, niente messa e niente confessione, ma almeno ci abbiamo provato.
allora facciamo un giro al chino, compriamo due cagate (imbuto e pipistrelli), e poi torniamo finalmente a casa, ma prima troviamo, in Primado Reig, la materializzazione di un sogno: un secchio della spazzatura pieno di libri!!

molti sono umidi o completamente fradici per la pioggia.
più scemo non resiste... perchè vede un bel libro rosso ma non arriva a prenderlo, quindi salta nel secchio, acchiappa il libro e grida:
"siiiii!!! è di geografiaaaaa!!".


mentre più scemo sta nel secchio chiama la maestra silvana, che ovviamente non viene informata di quello che sta accadendo.
torniamo verso casa con un sacchetto pieno di libri, affamate, esauste, empie, zozze...
ma super felici.

viernes, noviembre 02, 2007

il cielo di casa 03

sono sempre tanto indecisa...
se volete potete vederle tutte e 25 sul photobucket della nally (la password è republicacheca)...

le foto della nally




le foto della nally

il cielo di casa 02

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

il cielo di casa 01

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

la cameretta di scemo e più scemo

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

lo shopping compulsivo di scemo e più scemo

Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

miércoles, octubre 24, 2007

il giorno piu lungo del mondo

sottotitolo:
ecco cosa si merita una che non fa un cazzo per un anno.
o forse 26.
non so.


resoconto della giornata di oggi

sveglia alle ore 8 (di mattina!!)
ore 9:00
collloquio di lavoro in centro. tempo totale:10 minuti.

ore 9:10
vado alla seguridad social perchè ho perso il numero durante qualche trasloco.

ore 9:30
al commissariato di polizia per chiedere dei documenti. prima mi faccio un po' prendere per il culo da una guardia del parcheggio che si annoia.

ore 9:40
primo errore della giornata: il mercato di Xativa.
ovviamente non resisto.
è il mercato piu grande che abbia visto in città. non finisce mai.
inizio con "faccio un giretto veloce".
finisco con "cazzo, ma questi 200 metri ancora non li ho visti!".
compro un vestito da bambina che userò come maglietta (1 euro).
voglio le ciabatte ma non le trovo.
cerco di comprarmi delle giacche ma sono tutte enormi.
faccio foro alle stringhe.
a momenti mi faccio menare dalle gitane perchè mi piacerebbe tanto fare delle foto al loro.. chiamiamolo banco.
poi mi fermo mezzora al banco di una vecchia di centanni che vende le cose di quando era giovane: dal suo magnifico banco voglio un cappello ma cinque euro non li ho. sono i cappelli piu belli che abbia mai visto. lei sventola per tutto il tempo due volpi morte negli anni venti per cercare di convincere una bionda orrenda a comprarle entrambe: "tesoro, questa roba arriva dalla germaniaaa!!!". dice i prezzi in pesetas e non capisco un cazzo.


ore 11:15
prendo due metro per andare ad un altro commissariato di polizia, sempre per i documenti.
mi dicono che ho sbagliato e devo andare fuori vlc.
non ho un cazzo di voglia e muoio di fame.
quindi prendo altre due metro e torno a casa.


ore 12:00
a casa.
faccio troppa pasta con spinaci e formaggio.
parlo in messenger di giradischi e prendo appuntamenti per il pomeriggio (secondo errore del giorno).
pulisco la cucina, lavo i piatti (di tutti!), prendo il caffè.


ore 14:30
cerco di dormire ma dal letto vedo solo il mobile senza i due cassetti.
ho un'idea geniale, mi alzo, la realizzo.
poi continuo a non dormire.
quindi mi alzo e faccio un po' di cose.


ore 16:00
esco di casa per andare ad un altro colloquio, ma appena scendo vedo una cosa meravigliosa: tre tende di alluminio rosso.
ci penso.
ci penso.
le guardo.
ci penso.
ne prendo una, salgo, scendo di nuovo.
arrivo in vincent zaragoza e mi accorgo che il bar del colloquio non sta dove pensavo!
in ogni caso, incredibilmente, non arrivo tardi, e alle 16:15 spaccate sono al colloquio.


ore 17:10
esco dal colloquio.
il tipo del bar mi ama e mi adora.
"ti chiamo stasera o domani per una prova".
va bene.
ciò non mi ferma.
a casa faccio un toast, parlo
con carolina, parlo con ezequiel, parlo con tutti, mi lavo perchè puzzo, mi cambio ed esco di nuovo.

ore 18:10
aspetto peter en la agorà della UPV, poi lui mi chiama per dirmi che sta al bar di bellas artes perchè si era dimenticato il nome dell'agorà.
va bene, peter, aspettami li.
però prima faccio la foto ad un gabbiano che avrei tanta voglia di toccare perchè sembra molto morbido. io odio i gabbiani. sono stupidi. ma sono tanto belli.


la nally at photobucket



ore 18:30
aperitivo con noemi e peter.
ma noemi non beve, così io e peter beviamo anche per lei (terzo errore).

ore 19:15
io e peter entriamo in biblioteca e ci rimaniamo dentro un'ora.
usciamo con 3 libri, due film e un rotolo di carta igienica.
andiamo a casa sua.
ma prima prendiamo tortilla e pane al mercadona per cenare, perchè noemi ha fuso il forno e in casa c'è solo il microonde (quarto errore, perchè avrei potuto andare a casa a riposare).


ore 22:30
film finito (bello), tortilla mangiata (buona ma mi resta mi sa sul pancino), scappo correndo per prendere il tram e andare a fare la prova perchè nel frattempo il tipo mi ha chiamato.
muoio di sonno.
per strada cerco di rubare un sellino ad una mountain bike ma poi lascio perdere.
in tram mi esplode, con discrezione, un brufolo.
mi sanguina la faccia e non so che fare.
mi viene in mente "Carrie lo sguardo di Satana" (aperta parentesi: vidi quel film tanti anni fa, e la scena col sangue di porco, e il giorno dopo mi svegliai, andai in bagno, mi abbassai sul lavandino per lavarmi la faccia, e quando mi rialzai vidi il mio viso coperto di sangue e gridai, ma era solo un brufolo esploso in quel momento... chiusa parentesi).
scesa dal tram, mi fermo in un bar, chiedo un caffè, intanto vado in bagno, faccio la ca**a, sistemo la faccia, torno e ci resto male perchè il caffè ha il latte.
fottuti spagnoli di merda.
per fortuna il tipo capisce che sono italiana e me lo cambia. ma io prima disegno un sorriso nella schiuma del caffè sbagliato.

ore 23:00
arrivo al lavoro.
pulisco faccio disfo chiacchiero sorrido e rido.
provo tutti i cocktail e tutti i frullati che mark fa durante la sera.
due trentenni brutti mi parlano per un'ora del mercato immobiliare valenciano.
cristo.
meno male che almeno sono simpatici.



le foto della nally



ore 03:00
esco dal lavoro.
mark mi ama e mi adora sempre di più.
gli piace come mi vesto.
gli piace il mio sorriso.
gli piace che io sia piccola.
gli piace che guardo la gente negli occhi.
gli piace il mio modo di affrontare la vita.
gli piace persino come pulisco.
merda.
ho un lavoro.


vado a casa, ma prima di salire cerco una ruota di bicicletta.
niente ruota, ma trovo un campanelllo.
vorrei rubarlo ma mi accorgo che ho lasciato il coltellino svizzero a casa.

mollo il colpo.

annuso i fiori dell'angolo.

salgo in casa. mi metto a letto.

non riesco a dormire perchè ho in mente ancora tutte queste cose e molte altre.
mi alzo, accendo il pc e scrivo 'sta roba.
finisco alle ore 03:48.


e domani alle 11 arriva la padrona di casa.
e si ferma fino alle 14.
io m'ammazzo.
anzi, no.
dormo e mi fingo morta.


le foto della nally

lunes, octubre 22, 2007

allucinazioni varie

oggi ho avuto un brivido quando ho visto marta che lavava i piatti.

non sapevo più cosa fare, non sapevo come gestirla, non sapevo come mi dovevo comportare...
ho pensato "forse è meglio prendere un bastone per tenerla lontana, mica che diventa pericolosa..."

mi ha fatto tanta paura, e in preda al panico ho mandato un'email di aiuto a carolina.

poi sono scappata in camera mia.
dove, ancora in preda allo stordimento, ho creduto di sentire la porta di casa che si apriva, e marta chiedere chi è, e poi la voce di carolina, e come ci sono rimasta male quando ho scoperto che era stata tutta un'allucinazione auditiva...

cercare lavoro fa male, tanto tanto male.
domani ho due colloqui e venerdì un altro.
sperèm.

domingo, octubre 21, 2007

vivere con gli zulù è difficile, vivere con marta di più

ho visto giger, gli ho fatto le foto di circostanza e mi sono fatta firmare il catalogo della mostra.

scopro che quelli del volontariato europeo mi hanno accettata per 4 progetti, tutti in islanda...
il casino è che i due che mi piacciono iniziano a febbraio, e io maledico la tesi una vez màs.

scopro che vueling mi regala due biglietti andata e ritorno per quasi dove voglio... io e noemi progettiamo parigine fughe d'amore di due giorni e tour del formaggio, ma poi scopro anche che i soldi fanno la felicità, e lo scopro perchè non li ho.
parigi resta lontana, finchè mi toccherà pagare almeno 70 euro di tasse aeroportuali per arrivarci.

dalla stanza di marta salta fuori un pipistrello, che va a rifugiarsi in cucina per tre giorni.
io l'ho sempre detto che la stanza di marta è peggio di una caverna.
ma così è davvero troppo.
poi il piccolo pipistrello spaventato arriva strillando e correndo in sala, dove io e david-er-tuta cerchiamo di acchiaparlo con la tavola degli scacchi, e ezequiel salta sul divano strillando come un'isterica e coprendosi con la coperta, alla faccia del super macho.

ho imparato nuovi modi di ubriacarmi:
-roxanne dei police (sembra una cazzata ma è tanto scenografico che alla fine ti piace!)
-brindo por primera vez por la salud del capitan paf

...e io che credevo che la mia missione sulla Terra fosse finita!!

sábado, octubre 13, 2007

totally resaca day

ricevo una richiesta da couchsurfing.com.
un ragazzo americano che ha bisogno di un posto per dormire, solo per una notte.
gli dico che andrebbe anche bene, perchè casa è completamente vuota, e ci sono solo io.
questo accadeva giovedì sera.

mi chiama il venerdi mattina mentre ancora dormo (oddio, solo ieri, ho già perso il conto dei giorni!) e gli confermo che può stare da me.
mi alzo dal letto e SORPRESA! la casa è piena di gente.
mi sa che siamo tipo 7 o 8 persone.

no pasa nada, il ragazzo americano dormirà con me, in camera, anche se preferivo lascairgli il divano.

lui arriva nel pomeriggio, si chiama Alex ed è davvero una personcina carina: non è cretino, ascolta buona musica, è stato in Africa, è cresciuto vegetariano e lava i piatti dopo aver mangiato.
è fantastico.

la sera usciamo con Noemi e Peter.

andiamo al Phenomenon, o qualcosa del genere.
un posto tremendo dove ogni quattro minuti qualcosa si infrange al suolo, e la musica è troppo alta per parlare ma troppo orrenda per ballare, e i ragazzi hanno magliette bianche con dragoni e felpe rosa, e le ragazze sono tutte grasse e meravigliosamente super zoccole.
non ci sono tavoli, ma solo qualche sgabello alto, di difficile gestione, e che sparisce appena ti giri.

però la birra costa poco.
io pago e richiedo esplicitamente solo la prima.
le successive tre arrivano senza richiesta.
alla quarta perdo decisamente il conto.

parlo tantissimo con Peter, ma al momento non saprei dirvi di cosa.

quando usciamo non capisco già più nulla.
ho pochi ricordi del tragitto fino a Benimaclet.

dentro al quartiere mi perdo in un minuto, e mi rendo conto di essere completamente in botta.

ma arriviamo al Glop sani e salvi.
dopo trenta secondi dimentico che siamo li solo perchè devo fare pipì, e che in realtà la nostra meta era lo Swan.

mi rilasso, fumo bevo fumo bevo fumo, mentre io e Noemi attacchiamo a parlare con una ragazza di Brescia che ha perso totalmente ogni accento italiano.
tra noi tre italiane parliamo spagnolo.
Peter non capisce perchè.
il ragazzo americano ride.

qualcuno mi ricorda della missione Swan, così andiamo prima a fare pipì.
nel cesso del Glop racconto a Noemi della mia idea di fare il corto sulla ragazza che sta al cesso, che ho sempre in testa e non faccio mai.

allo Swan non entro nemmeno, resto fuori a parlare con Peter.
ricordo solo di avergli spiegato la parola "matiz", "sfumatura".
lui pensava parlassi di Henri Matisse.
abbiamo parlato anche di Snatch.
lui dice che se non vivi in Inghilterra almeno dieci anni, Snatch non lo puoi capire. e che la traduzione l'ha ucciso.

Noemi e Alex ci vengono a dire che la musica allo Swan non è bella, quindi cambiamo, e per la strada capita che facciamo delle foto ad un paio di scarpe bianche per terra e che incontriamo i miei coinquilini che vanno allo Swan.
e io: "è una merda, è una merda", e manco ero entrata.

arriviamo al Mama Africa, dove entro sempre con Carolina ma poi esco subito perchè non c'è mai nessuno.
stavolta è pieno di negracci grossissimi che ballano reggae, io ballo un po' le cose zozze con uno di loro vincendo una scommessa con Noemi ("vediamo chi si accolla per prima un negraccio").

ballo le cose zozze anche con Peter, ed è super divertente fare 'ste cose con un inglese.
gli devi insegnare tutto, anche a muovere il culo senza sembrare un tronco di legno.
c'è di buono che Peter, da buon studente di Fisica, è una spugna e impara tutto.

in realtà, stasera Peter è una spugna in tutti i sensi: è stata sua l'idea di ubriacarci al Phenomenon, e quando è ubriaco è uno spasso e parla tantissimo.

in una pausa d'aria fuori dal Mama Africa, io e Alex conosciamo Mystic Alpha, un negraccio bellissimo con super rasta che mi parla di Charlie Parker, ma non capisco perchè.
quando ci presentiamo mi dice "I'm Mystic Alpha. Respect.", e io resto totalmente rapita da tutto quello che fa e da come lo fa.

vado in bagno e mentre sono lì a fare pipì si spegne la luce.
dico "cazzo".
mi succede spesso.
stavolta, però, ho l'illuminazione: cambiare il soggetto del corto con la tipa in bagno e aggiungere la luce che si spegne.

torno a ballare e trovo le freccette magnetiche.
impazzisco, giochiamo, scommettiamo, perdo tre euro ma abbiamo una birra.

ballare è difficile, è tutto troppo lento e io vado sempre un po' più veloce del dovuto.
ma ad un certo punto mi rilasso e vado davvero reggae.

Peter vuole andarsene da un'ora e mezza, e io "sì sì, non ti preoccupare", ma in realtà mi dimentico di questa richiesta e non ce ne andiamo mai, e Peter continua a ballare.

ad un certo punto, mentre stiamo ballando, lui mi ricorda che doveva portarlo via da quel posto che non gli piace molto, e aggiunge:
"più che altro mi dispiace per l'americano, perchè qui ci sono solo ragazzi e LESBICHE!!".
su "lesbiche!" mi prende per le spalle e mi scuote.
al che io rispondo soltanto: "qui ci sono lesbiche?? dove, dove??".

in effetti, la clientela del Mama Africa è quasi esclusivamente maschile.
credo di vedere due femmine, basse grasse nere vestite di bianco, e in più c'è un soggetto con le tette enormi che sembrano finte come quelle dei Legnanesi e la faccia da maschio e non capisco.
l'unica cosa chiara è che è di colore.
però è bionda.
bò, sono confusa, pero no pasa nada.

quando usciamo dal Mama Africa sono almeno le quattro e mezza.
incontro di nuovo i coinquilini che mi dicono che allo Swan, come siamo andati via noi, hanno cominciato a mettere musica anni ottanta.
bestemmio.
lo Swan ha chiuso.
bestemmio un'altra volta.
coi miei coinquilini blatero qualcosa e faccio la solita figura da sballona, ma va bene.

decidiamo di andare a casa, anche se io avrei ancora tutto da smaltire.
in casa, io e Alex ci facciamo un toast, e io spero che sia sufficiente e mi sistemi la sbornia.
ovviamente non sarà così.

andiamo a dormire e Alex vuole mettere la sveglia.
gli dico che è pazzo, e che ci alzeremo intorno a mezzogiorno e mezza, se per lui non è troppo presto.
ride e dice che va bene, mentre ripete che sono really funny, e a me viene in mente la scena di "My name is Tanino" nella quale Giuseppe dice a Tanino che "funny" significa "ridicolo".
ma lo dice con quell'accento siciliano chemi fa spaccare.

sono le cinque quando spengo la luce e ho la brillante idea di non abbassare la tapparella.

apro gli occhi e penso siano le quattro del pomeriggio.
sto malissimo.
non sono nemmeno le dieci del mattino.

non so che fare e mi sento ubriaca.
mi giro nel letto e in testa mi si muove qualcosa, ed è davvero come se tutto ondeggiasse, là dentro.

mi alzo, vado in bagno, bevo un bicchiere di latte, mi sento lo stomaco sottosopra e non capisco cosa devo fare.

torno a dormire e mi sveglio alle 14:15.

alex alle 16:30 esce di casa per andare a Barcellona.

io alle 17 pranzo con il risino in bianco, poi un tè caldo.
tiro il pacco a Noemi per la sera e decido che non farò nulla finchè non mi sentirò meglio.

sono le 21:32 di sabato e ancora mi sento in botta.

lunes, octubre 08, 2007

un cuore diviso a metà

dieci giorni fa partivo da valencia con una valigia contenente:

-un drago (adottato al rastro una domenica mattina alle sei per 1 euro e 45)
-9 litri di orchata de chuda de valencia (0,85 cents al litro al mercadona)
-un cappello da esploratore
-adesivi e zaini di trilly
-uno scialle azzurro
-tre magliette non mie

totale chili 20

oggi torno dall'italia con:
-piumone con copripiumone
-lenzuolo con angoli singolo e coprimaterasso singolo
-due paia di scarpe e un paio di infradito
-tre maglioncini
-tre magliette a maniche lunghe
-un libro in italiano
-due gonne non mie
-ogni tipo di paia di calze e di ogni colore
-creme in abbondanza (soprattutto campioncini)
-il libro e il quaderno delle ricette

totale chili 18,5 ai quali vanno aggiunti altri dieci chili tra formaggio, computer e macchina fotografica nel bagaglio a mano.


oggi arrivo a valencia a mezzogiorno, ho la divisa padana e muoio di caldo.
in casa non c'è nessuno, ma la spazzatura (sola ormai da qualche giorno, immagino dall'odore) è contenta di vedermi.

mi spoglio, levo immediatamente ogni cosa, collant nere pesanti, stivali, maglietta nera a maniche lunghe...
resto in mutande.
svuoto la valigia.
mi metto l'accappatoio.
faccio appena in tempo a pensare di farmi una doccia, poi vedo il lettino che profuma di mamy, con le lenzuola strapulite appena messe.
dormo fino alle 16,30.
non capisco nulla.
credo di avere il cuore diviso a metà.


calendario!!

il nallyPlayer

scaricala e divulgala!

scaricala!
la tesi della nally in formato pdf leggero leggero monitor resolution:
"izquierda de copia - nuovi sensi del possesso nell'era digitale"
tesi di laurea in teoria e metodo dei mass media
relatore: tommaso tozzi
accademia di belle arti di carrara
dipartimento di arti multimediali
a.a. 2006/2007

siete ufficialmente autorizzati
a scaricarla
e regalarla
a chi volete
perchè è un'opera rilasciata sotto
licenza Creative Commons 3.0 Unported Attribution - No Commercial.

vi state chiedendo di che cavolo parla la tesi, vero? anche io.
in effetti dal titolo si può non capire nulla
ma non è un buon motivo per non leggerla!
comunque, ecco un dono alla vostra pigrizia mentale
(anche se così si perde un po' di magia...):
"izquierda de copia" parla del copyright e delle alternative legislative
nate nella nostra era digitale,
parla del copyleft, del free software, dei nuovi mercati di musica online,
dei biobrevetti, della scrittura collettiva, dei nomi multipli...
e, in generale, di come la nostra vita sta cambiando.