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jueves, agosto 28, 2008

il preservativo, questo sconosciuto

Ora che sapete qualcosina sulla turbolenta storia tra la ragazzina italiana emigrata e il nuovo ex motorista, posso raccontarvi uno stupido aneddoto senza senso e assolutamente non divertente.

Dato che il nuovo motorista è diventato il nuovo ex motorista, ovvero è rimasto senza lavoro, appena si rimette in sesto dopo la sfuriata della polizia sulle sue povere ossa (anzi, in realtà un poco prima...), la ragazzina italiana lo obbliga ad andare a cercarsi un nuovo lavoro.
"Non ti voglio vedere nè sentire tutto il giorno. E se stasera torni con un lavoro trovi un regalo".
Il nuovo ex motorista parte all'avventura, mentre la ragazzina italiana si fa i cazzi suoi tutto il giorno e si dimentica totalmente della promessa fatta, per poi ricordarsene all'improvviso alle 9 di sera, ovvero a 15 minuti esatti dalla chiusura del Mercadona.
Ancora non sa cosa regalare al nuovo ex motorista nell'eventualità che ritorni a casa ex disoccupato!
Si dice: Calma. Pensiamo.
In casa non c'è nulla di interessante.
Di costruire qualcosa con carta e cazzatine colorate non se ne parla perchè non c'è abbastanza tempo.
Si domanda: cosa ho in casa che potrebbe piacergli tanto?
Si risponde: me stessa. La mia fantastica e meravigliosa e inenarrabile personcina.
Quindi decide di filare al Mercadona a comprare i preservativi.

Entrata al supermercato va dritta al reparto profumeria, ma in quel momento suona il telefono: è mamma!
"Ciao mamy! Sì sì! No no! Eee, un po' stanca! E sono andata al lavoro nuovo! Vogliono che faccia le pizze, son matti! Eh? Ah, che bello, che invidia, salutami tutti!".
Quest'ultima frase viene presa come un "passami tutti", così che la ragazzina italiana deve essere sottoposta al solito giro del saluto al parentado riunito nel cortile della casa in Friuli.
Sono le 21 e 10 e tra poco il supermercato chiude.
La ragazzina italiana è davanti l'espositore dei preservativi, e cerca di capirci qualcosa mentre è costretta a parlare al telefono e a fare la vocina da brava nipotina/figlioletta.
Non può abbandonare nessuna delle due attività già intraprese. Le tocca fare tutto insieme!

Ora, mi preme ricordarvi la passata vita sessuale della ragazzina italiana.
Anzi, ve la lascio immaginare, semplicemente dicendovi che, per un motivo o per un altro, non si è mai vista costretta a comprare dei preservativi che non fossero per le sue amiche che si vergognavano di andare in farmacia, quando non si vergognavano affatto di essere delle mini zoccole alla tenera età di 14 anni e mezzo.
Il suo sguardo passa ora da una scatoletta all'altra, senza riuscire a decidersi, più che altro perchè non ha idea di quello che ci sia dentro quelle scatolette colorate... ma non se ne può aprire una per testare la differenza tra uno, l'altro e l'altro ancora??
No, non si può.
Sì, mamy! No, nony! No, zia, non ti preoccupare! Eh, sì, vado a cena con gli amichetti! No, non sono da sola, tranquilla!
Estimulante? Al sabor de fresa? Lubrificado? Normal? Sensitive? Natural? Normal? Ma che vuol dire "normal"? Che ce ne sono anche di anormali? Anomali? Per gente strana? Più corti? Più grossi? Più belli? E perchè questi costano il triplo e ce n'è dentro la metà? No, ma va là, qui ci saranno trenta gradi! Sì, e salutami Ornella quando la vedi! Va bene, baci a tutti, buona serata!
Finalmente la ragazzina italiana riesce a riattaccare.
Ma non è cambiato nulla, è sempre confusa e indecisa.
In più, accanto a lei c'è un ragazzo con faccia da spagnolo che l'ha fissata per tutto il tempo della telefonata italiana. E continua a fissarla anche ora che lei ha in mano tre scatole di preservativi e ne legge il retro per trovare la risposta alle sue domande.
Dopo un totale di circa dieci minuti, stufa di domande senza risposta, la ragazzina italiana se ne va alla cassa del Mercadona con tre scatole da 12 preservativi ciascuna e una confezione di cerotti per bambini. Di quelli con su le bestiole colorate.
Mentre lo sconosciuto iberico continua a guardarla con la bocca aperta e un punto di domanda enorme che appare con un DDINN proprio sopra la sua testa.

jueves, agosto 21, 2008

la turbolenta storia tra il nuovo motrorista e la ragazzina italiana emigrata #SECONDA PARTE#

La mattina seguente, la ragazzina italiana si sveglia alle 11 in punto e scopre che il suo telefono è rimasto zitto zitto per tutta la notte. Questo piccolo dettaglio è sufficiente perchè si accenda in lei la lucina rossa del dubbio.

Alle 14 arriva al ristorante italiano in franchising.
Il nuovo motorista non è ancora arrivato, ma fino alle 14 e 30 nessuno (tranne lei) si accorge del suo ritardo.
Durante questi 30 minuti, la ragazzina italiana si fa riconcoglionire dal suo "capo" (un andaluso emigrato nei paesi baschi che ha sposato la cugina di primo grado e che fino a pochi mesi fa era proprietario del bar di fronte alla vecchia casa della ragazzina italiana... ma queste sono altre storie!).
Mentre il basco parla, grida, ride, lancia in aria sedie e coltelli e si butta per terra mimando chissàchecosa, la ragazzina italiana sbircia sopra le di lui spalle, allunga lo sguardo oltre le vetrine del ristorante, spera di veder arrivare una moto.. ma non succede nulla. Passano solo ragazzini cicciottelli in bici, nonni e nonne per mano, signorine con il canetopo al guinzaglio. E' un bellissimo sabato pomeriggio.

Alle 14 e 30 il pizzaiolo torinese fa finalmente notare una certa assenza.
Il capo basco prova a rintracciare il motorista, ma è tutto inutile perchè i suoi due cellulari risultano spenti.
Nessuno si preoccupa particolarmente. Il capo basco decide che gli perdonerà questa assenza ingiustificata a patto che recuperi le ore di lavoro perse.

La ragazzina italiana alle 16 e 30 torna a casa.
Ogni dieci minuti prova a richiamare uno dei due cellulari, ai quali rispondono sempre le signorine della compagnia telefonica. "Non è stato possibile rintracciare l'utente". "Riprovi più tardi".
"Riprovi più tardi".
"Riprovi più tardi".
Gli invia un messaggio che dice "Dove cazzo sei?? Fatti sentire appena puoi e, per favore, stasera vieni a lavorare!".
Lei si riserva ancora il beneficio del dubbio. Si sforza di pensare che lui sia a letto ubriaco, ma con il passare delle ore ci crede sempre meno.
Cerca il suo numero di casa sull'elenco cittadino. Fa un po' di casino con i doppi cognomi spagnoli. Fa anche uno sforzo enorme per ricordare il nome di sua madre. Trova un numero che potrebbe benissimo essere il suo, ma le risponde un vecchio ubriaco: dice che lì non vive nessun nuovo motorista.

La ragazzina italiana è disperata, si sente impotente, nessuno le dà retta, nessuno vuole capire che la situazione deve per forza essere abbastanza grave.
Nessuno tranne il nuovo conquilino greco, il quale le dice che dopo mezzanotte la accompagnerà a cercare il suo Steve Buscemi in ospedali e commissariati di polizia. Lei pensa addirittura che farà un giro in bici dall'altra parte della città, nel quartiere dove lui vive, in cerca di non sa bene cosa, visto che non conosce il suo indirizzo.

Alle 20 e 30 lei ritorna al ristorante, dove ovviamente non c'è nessuna traccia del motorista...
Alle 21 e 30, finalmente, durante uno dei mille tentativi fatti dal capo basco, il telefono del motorista squilla. E lui risponde.
Rimaniamo tutti intorno al capo basco mentre parla al telefono.
"Dove sei? ... Ah, non puoi venire al lavoro? ... Nemmeno tra un po'? ... Ah, ecco perchè. ... Sì, doveva per forza essere qualcosa del genere. ... Bè, ma dovrai spiegarlo ai capi. ... Sì, meglio se lo fai ora. ... Puoi venire qui a parlare con Luis? ... Bene, sistemati, ti aspettiamo qui tra un'oretta".
Riattacca. "Il suo avvocato dice che non può venire a lavorare. Però ora passa da casa, si fa una doccia per levarsi il sangue di dosso, e poi viene a dare le dimissioni".

E così, dopo circa 7 ore, veniamo a scoprire il motivo dell'assenza non proprio ingiustificata del nuovo motorista.

La notte prima, sotto casa della tagazzina italiana, lui raccoglie la moto che aveva buttato a terra e se ne va, molto arrabbiato e nervoso.
Mentre la ragazzina italiana sale nel suo nido, legge qualcosa sull'economia giapponese degli Anni Novanta e poi si addormenta relativamente tranquilla, lui fa un paio di consegne (non pizze, bensì cocaina e hashish), poi si lascia intortare e ubriacare da un ballerino, e si ritrova a bere in spiaggia alle 4 di notte con non si capisce bene chi.
Alle 4 e 30 si mette a fare il cretino con la moto sulla strada del porto. La polizia lo vede, gli intima l'alt ma lui, con il corpo pieno di alcol e malahostia, non si ferma e si dà alla fuga. Quando lo prendono, lui tira un pugno in faccia al poliziotto e quasi quasi gli rompe il naso. Se lo portano via, ovviamente.
Per una ventina di minuti lo prendono a manganellate, non senza prima interporre un asciugamano tra la sua pelle e il manganello.
Lo lasciano in uno sgabuzzino sotterraneo per ore.
Lo processano per direttissima: non si è fermato ad un alt della polizia, ha guidato ubriaco e ha picchiato uno sbirro.
Gli ritirano la patente. Gli ritirano la moto della ex moglie. Gli danno anche 8 mesi di prigione ma poi glieli tolgono perchè, per fortuna, è la prima volta che ha a che fare con la giustizia in 27 anni. In cambio ottiene una bella multa. Perde il lavoro perchè senza patente non può consegnare pizze in motorino.

Alle 21 e 15 del giorno dopo lo fanno uscire. Alle 23 viene in pizzeria per parlare con il capo supremo. Si licenzia. Il capo supremo, che era arrivato moooolto arrabbiato, quando viene a conoscenza dei dettagli si calma. Addirittura si rattrista. Incredibile. E dire che al suo arrivo stava tutto incazzato perchè prima di uscire di casa all'improvviso per sbrigare questa faccenda stava pulendo l'acquario e gli erano morti due pesci.

Dopo le faccende burocratiche, la ragazzina italiana esce nel parco di fronte al ristorante per parlare con il nuovo motorista (che d'ora in poi sarà il nuovo ex motorista).
Lui la abbraccia. E' tanto tranquillo. Ha la voce morbida. Sorride. E' costretto a camminare molto lentamente perchè gli fa male tutto. E' pieno di lividi sulla schiena e sulle gambe, e sospetta anche di avere una costola incrinata. Lei si sente tremendamente in colpa. Lui non ha più nulla, e un po' è anche colpa di lei.
Se non si fosse arrabbiata tanto per quella cazzata..
Se fosse un po' meno orgogliosa...
Se non fosse stata pre-mestruale...!
Se non si fosse alzata da quella maledetta sedia...

Ma lui la tranquillizza dicendole che è il giorno più bello della sua vita perchè avrebbe potuto essere in prigione, avrebbe potuto non rivederla più, invece è lì con lei, su una panchina, sotto le stelle, le tiene la mano ed è felice così.
Forse è in quel momento che la ragazzina italiana si rende conto di esserci cascata.
Ha ragione zolpho quando dice che certe cose su una donna fanno colpo per forza.

martes, julio 29, 2008

tema: il mio nuovo motorista

Tema: il mio nuovo motorista

Sottotitolo: in Spagna il motorista è quello che ti porta le pizze a casa in motorino

Svolgimento:

Il nostro nuovo motorista si chiama -diciamo per dire- X.
X è l'ultimo di una lunga serie di motoristi. Non so perchè ma, per un motivo o per un altro, i motoristi nella nostra pizzeria non durano molto tempo.

X ha solo pochi mesi in meno rispetto a me, perchè è nato il 10 ottobre del 1981, ma ha già una figlia di tre anni, che lui chiama Noa, traduzione palestinese del suo vero nome.
Però X e la mamma di Noa (che si conoscono da quando erano bambini) non stanno insieme, o meglio, non più, perchè "sono incompatibili", come dice lui. Ovvero: scopano da dio, ma poi litigano per qualsiasi cosa. "Come per qualsiasi cosa?". "Bè, lo vedi questo accendino? Io e lei litigheremmo anche per questo".

Ho scoperto anche che lui -esperto di hardware- un giorno, sistemando il computer di casa, trovò l'archivio di uno strana conversazione avvenuta su Messenger tra sua moglie e uno sconosciuto. X riuscì ad arrivare ad un appuntamento dei due amanti, scattare loro foto da lontano, per poi portarle a sua moglie e dirle "Guarda, questa eri tu cinque minuti fa". Da allora non stanno più insieme, e X -che fa tanto il duro- ha smesso di mangiare e ha perso 20 chili in tre mesi, passando dai 90 a 70 attuali.
Sempre da allora, X dorme sul divano e torna a casa solo per dormire e stare con Noa.

Ho anche saputo che un giorno diede un pugno ad un uomo che "aveva toccato sua moglie dove non doveva", e non si sa se la faccia di quest'uomo era eccessivamente resistente, o la mano di X troppo fragile, però da quel giorno X ha una mano un po' storta.
Non rotta. Solo storta.

X ha origini algerine e, forse, anche israeliane. Per questo non ha la faccia iberica. I suoi nonni e suo padre erano algerini, ma X non parla francese perchè suo padre è morto quando lui aveva 12 anni e ancora poca voglia di imparare nuove lingue.
Il padre di X era una gran cuoco, qui a Valencia, negli anni ottanta. Il problema è che gli piaceva anche l'eroina, e un brutto giorno morì di overdose.

La madre di X, invece, è sieropositiva dal 1984 e dall'87 fuma regolarmente marijuana per stimolare l'appetito e il sonno, nonchè per sopportare i dolori.

X, qualche anno fa, ha investito 2500 euro per una piccola piantagione di marijuana indoor.

X non vende marijuana, perchè dice che non vale la pena rischiare anni di galera per 30 euro.

X vende le piante figlie, e con questo vive, perchè tutti quelli del suo quartiere ne vogliono una, spesso più volte l'anno. X si è tatuato, tra le altre cose, il ritratto di sua figlia sull'avambraccio destro in cambio di una pianta. Sull'altro braccio ha il ritratto del protagonista cattivo di un fumetto manga, e si sta facendo prendere le misure per farsi tatuare un drago sulla schiena (però non prima della fine dell'estate, perchè il fratello del suo tatuatore ha avuto un incidente in moto due giorni fa, e ora è in un ospedale di Barcellona dove, probabilmente, dovranno amputargli una gamba).
I clienti sono sempre molto soddisfatti, perchè X vende le piante già cresciute e in forma perfetta, praticamente pronte per il raccolto.

X dice che compra i semi buoni una volta l'anno. Essendo una piantagione indoor, ottiene 3-4 raccolti l'anno, da piante che genera dalle prime.
Le mette in una stanza, con tutto quello di cui hanno bisogno, poi chiude la porta a chiave e accende una webcam per controllarle. Non entra in quella stanza per tre mesi. E, quando entra, lo fa con speciali occhiali da saldatore per non rimanere accecato dai vari specchi sistemati intorno alle piante.
X spende 200 euro di luce al mese.

X ha studiato programmazione e hardware, e da grande vorrebbe fare il disegnatore di sfondi per videogiochi.
Purtroppo, al momento della nascita di Noa, X ha dovuto abbandonare gli studi, prendere un attestato da saldatore e cercarsi un lavoro. In realtà, più di uno. Ha fatto molte cose, prima di diventare il nostro nuovo motorista, tra le quali lavorare per una ditta che spostava opere d'arte da città a città (Valencia, Barcellona, Madrid, Venezia, Parigi, Shangaii, Cuba...), e più di una volta, a biennali varie, gli è capitato di dover creare delle "opere d'arte" che poi l'artista ha semplicemente firmato. Anzi, in realtà a X è toccato pure mettere davanti all'opera il cartellino con il nome dell'artista...
Credo che quello del motorista sia il lavoro fatto su misura per lui, perchè è un appassionato di moto e ne possiede moltissime, soprattuto da strada (la maggior parte delle quali sono inutilizzabili perchè X le ha fuse facendo il cretino in giro come un tamarro). Insomma, gli piace tanto andare in giro su due ruote che non siano quelle di una bici (aveva una bici, un tempo...).
X possiede anche una Opel Kalibra lunga tre metri e mezzo che comprò pochi anni fa in un'asta eBay al prezzo di 1500 euro. Dice che la comprò per capriccio. Andò a prendersela a Barcellona. L'auto più tamarra del mondo targata Malaga. Dopo qualche giorno fuse un pistone, o qualcosa del genere.
X, ovviamente, non è soddisfatto dal motorino di proprietà del nostro ristorante, perchè dice che "non va", il che significa che non è truccato e va come dovrebbe andare.

X fuma talmente tanto che la mattina, appena sveglio, si deve accendere un cannone altrimenti non riesce a fare nulla. Mentre sta al computer disegnando, si accende una canna, fuma, poi la guarda e dice "Cazzo, è già finita??", e gli tocca farne un'altra, e così per ore, con sua madre che gli dice "Dai, fermati un attimo, tesoro".
Gli unici momenti in cui X non fuma sono quando lavora e quando sta con sua figlia.
Ora che è il nostro motorista, e non può fumare marijuana, fuma tantissime sigarette, ma non è la stessa cosa, purtroppo. O per fortuna.

X è molto fragile, sia fuori sia dentro, qualsiasi cosa voglia dire questa espressione.
X deve indossare scarpe sportive anche in estate, perchè a causa di una curva presa male in moto ora ha caviglie di cristallo, e deve usare dei rinforzi se è costretto ad usare scarpe normali.
Ha anche problemi con la cervicale, con la schiena, con i reni e con tante altre cose, sempre a causa della moto.

X è tendenzialmente eterosessuale, nel senso che non va a raccontare in giro tutte le cose che gli sono capitate con i suoi amici maschi, anche se una notte al Deseo 54 di qualche anno fa gli ha aperto gli occhi (o forse non solo quello): quella notte ha visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, e soprattutto cose che non ha mai visto nemmeno in un film porno (il che mi lascia supporre che sia anche un appassionato del genere).

A me X ricorda tantissimo Vincent Cassel ne "L'odio", ma il mio coinquilino greco nuovo di zecca dice che è uguale a Steve Buscemi, oppure ad un personaggio bukowskiano.

A X piacciono tante cose stupide che piacciono anche a me, come le corse in ascensore, il gelato cioccolatofragola, i gatti e Edward Norton.
X è bilancia, per questo andiamo d'accordo.
Purtroppo, mi sembra anche quel tipo di bilancia che ho conosciuto finora in tutta la mia vita: una s-bilancia.

L'unico problema è che X si è innamorato perso di me nel giro di un secondo, la prima volta che mi ha visto: ci incrociammo un secondo nel bagno del ristorante, e non ci eravamo mai visti prima, ma io mi accorsi di una strana e dolce sorpresa nel suo sguardo, che non ho più dimenticato.
Dice che sono la cosa più bella che gli è capitato di vedere ultimamente e mi tratta come una principessa.

Ovviamente tutto questo è un problema perchè l'amore non è ricambiato. E io ho perso un altro amico.

miércoles, abril 30, 2008

el dìa de la energìa

1.05 30/04/2008
Due colloqui di lavoro nello stesso giorno.
uno alle 10, l'altro alle 11.
Di nessuno dei due sai di che lavoro si tratta.
Ma ci vai perchè ti annoi.

PRIMA PARTE
ORE DIECI
Entri in un bellissimo appartamentino su Calle Salamanca.
La porta te la apre un ragazzo sui trent'anni, razza iberica, tenuto bene, rasato, visibilmente gay. Mentre lo saluti, noti dietro di lui un'esposizione di prodotti per la cura dei capelli o del corpo. Ti chiedi "Ho sbagliato e sono finita ad un altro casting di peluqueria?". All'ultimo casting mi hanno fatto i ciuffetti rosa. Un giorno ve lo racconterò. Forse.
Vieni fatta accomodare in una stanza con dodici sedie di plastica di fronte ad uno scherno acceso.
La stanza è piccola ma luminosissima, davvero graziosa, ridipinta con gusto, in bianco e rosso scuro, e la parete di fondo si apre su un abbaino con annesso divanetto in muratura, come ti è capitato di trovarne tanti nei coffe shop di Amsterdam. Pensi subito a quanto sarebbe bello sedersi laggiù e fumarsi una canna d'erba bevendo un tè e guardando gli alberi fuori.
Ma subito dopo ti ricordi che sei ad un colloquio di lavoro e ti scegli una sedia, allargandoti come un maschio alfa che prende possesso del proprio territorio.
Ti viene dato il solito formulario, dal quale cerchi di estrapolare indizi sul lavoro che sei venuta ad elemosinare, ma con scarsi risultati.
Le domande sono tutte più o meno nell'ordine di "quanto hai guadagnato l'ultimo mese?", "quale è stato il tuo stipendio più alto?", "con quanto denaro vivresti bene in un mese?", "quanto hai guadagnato l'anno scorso?".
Mi pare brutto rispondere sempre ZERO (anche se sarebbe la verità). Decido quindi che la cifra ricevuta dall'Accademia per la borsa erasmus può essere sia il mio ultimo stipendio, sia il più alto, sia lo stipendo dell'anno scorso. Alla terza domanda rispondo sinceramente: 400 euro. Sì, datemi 400 euro al mese e vivrò come una regina.
Finisco di rispondere a queste cazzo di domande e alzo lo sguardo, che inevitabilmente, con terrore, cade sullo schermo davanti a me e su una scatola che si trova su un tavolo. Cazzo!! Sono quelli di Herbalife. Maledetti, sono in trappola.
Però non ho nulla da fare per altri 45 minuti, quindi decido di rimanere, ma faccio notare in anticipo che andrò via presto perchè "sai, ho un altro appuntamento a Xativa alle 11".
Insieme a me ci sono un ragazzo molto simile al nostro ospite nell'aspetto, ma almeno più simpatico, e una povera ragazza del Paraguay (che nome sfigato per uno Stato) alta e larga un metro e mezzo. Mi immagino il suo imbarazzo quando si è trovata di fronte alla sviolinata di ben 35 minuti sul benessere e sul "dimagriamo che se no l'OMS dice che moriamo di cancro e stress".
Il nostro ospite passa poi a cercare di convincerci a spendere solo 107 miseri euro per comprare la licenza (!!!) per vendere quella merda liofilizzata ("poi però ti regaliamo i prodotti perchè non puoi vendere qualcosa che non usi!". Sì, proprio regalati. I 107 miseri euro sono solo per il foglio di carta da firmare).
Sono le 10:43. Sto pensando "Hai ancora due minuti per convincermi", quando lui mi chiede "Cos'è per te il benessere?". Mi prende in contropiede perchè ovviamente mi ero distratta, rapita da un raggio di luce che era entrato dall'abbaino per cadere in un angolo della stanza. Mi sveglio, sorrido, e rispondo che per me il benessere è quello che provo in questo momento. Ed è vero, mi sento una favola. Rido dentro e mi trattengo dal ridere anche fuori. Poi mi alzo e dico che mi dispiace, devo andare, e poi queste cose non mi interessano.
Esco dalla stanza e mi ritrovo nell'entrata con i prodotti che credevo creme e penso che almeno potrei fregargli qualcosa da rivendere fuori dalla palestra di Saragoza, ma un'altra porta si apre e fanno capolino due maschi aitanti e decisamente omosessuali: lo capisco semplicemente da come squadrano e analizzano i miei vestiti e l'accoppiamento dei colori (ballerine rosse in tela, leggins neri, gonna petrolio, maglia nera, forcina verde, borsa verde e rossa). Sfodero un sorrisone con "Hola" a parte, loro ricambiano bellissimi e vado via.
Calle Salamanca è piena di luce, tranquilla. Sorrido mentre slego la bici e accanto a me passa un ragazzo: sorride anche lui, ma non con me; ha una borsa a tracolla dalla quale sporge un cavalletto. Penso che è un peccato perchè avremmo potuto essere grandi amici. Ma parto in direzione di Marques de Sotelo per il secondo colloquio a sorpresa della giornata.

SECONDA PARTE
Dei due colloqui a sorpresa, sapevo solo che uno come oggetto dell'annuncio aveva "Asesor a la energia". Non sapendo di cosa si trattasse, avevo chiesto a diversi amici spagnoli. Nessuno era stato in grado di darmi una risposta precisa.
Questo colloquio dell'asesor a la energia, nei giorni scorsi, era subito diventato l'oggetto di varie elucubrazioni da parte di molti, e c'era chi si immaginava grandi cose. Pale eoliche nel deserto. Lampadine giganti azionabili dallo spazio. Compravendita della RedBull marchio Mercadona.
Durante il colloquio con quegli invasati di Herbalife, era impossibile non notare, nelle loro slide di cattivo gusto e impaginate male, la parola "energia" ricorrere più e più volte. E io avevo anche pensato "Ma guarda 'sti stronzi come l'hanno messa giù per infinocchiarmi..!!".
Ma il meglio doveva ancora venire.

Arrivo a Xativa, dopo aver preso un paio di sensi unici in bicicletta (odio usare la bici in centro, non so mai dove cazzo andare, e poi sul più bello la pista ciclabile mi abbandona sempre e io mi perdo), parcheggio el coxe, citofono, salgo.
Stavolta l'appartamento ha davvero l'aspetto di un ufficio, e nell'entrata mi attende il bancone alto con dietro la segretaria, che mi fa accomodare nella sala d'attesa, non senza appiopparmi il solito formulario.
Anche da questo, non capisco di che lavoro si tratta.
Arriva un altro "candidato" e ne approfitto per indagare sulla natura dell'impiego misterioso. Dice che si tratta di pannelli solari. Io sono sinceramente stupita, perchè capisco che finalmente ho l'occasione di trovarmi faccia a faccia con il vero datore del vero lavoro energetico. Quasi mi emoziono.
Quasi.
Il formulario è lungo ben quattro pagine.
La prima è abbastanza facile perchè si tratta dei dati personali, anche se ho qualche dubbio al punto "Permesso di residenza in Spagna". Mmm. Metto che ce l'ho, anche se non ho capito esattamente di che si tratta.
Seconda e terza pagina mi lasciano interdetta perchè sono tutte domande che indagano sulle mie capacità come leader. Qui mi lancio, perchè lo sanno tutti che se c'è da comandare io ho sempre abbastanza faccia tosta per farlo, e con successo. Sono la zia, risolvo problemi, guido il tuo gruppo, schiaccio i prepotenti e faccio del mondo un posto migliore.
Scrivoscrivoscrivo. Poi mi ritrovo anche davanti a domande alle quali non posso rispondere, come ad esempio "Perchè hai cercato un lavoro di marketing?". Marketing?? Ma che cazzo...?
Faccio un'altra volta la sincera e scrivo "In realtà, non ho mai richiesto o cercato un lavoro di marketing. Nell'annuncio non veniva specificato il tipo di lavoro, nè si parlava di marketing".
Punto.
Poi c'è una cosa brutta del tipo "Che cosa ti aspetti da questo lavoro?". E io ovviamente rispondo "Mi dispiace ma a questa domanda non posso rispondere per i motivi citati sopra".
Alla quarta pagina.. l'inaspettato. "Sei pregiudicato? Hai avuto problemi con la legge? Sei stato condannato, anche in paesi esteri?".
La mia testolina è in subbuglio. Penso che una volta, con la Simo, quasi mi arrestavano per spaccio internazionale sul confine svizzero, ma me la sono cavata, dopo 4 anni, con un colloquio psicologico a Lucca, schivando per un pelo il SERT vicino casa a Viareggio. Ma sembra una bugia (anche se -e forse proprio perchè- è la verita nuda e cruda). Mi fermo. Ci penso. Non riesco a resistere, e scrivo "Sì, sono una spia russa". Poi, da brava scolaretta, rileggo con attenzione la domanda, quindi preciso "..ma non sono mai stata condannata". Gran sorrisoni iniziano ad apparire sul mio viso, di quei sorrisoni che invece vorrebbero essere grasse risate accompagnate da lacrimoni e rotolate sul pavimento. Mi calmo, e penso che vabbè, ormai è andata, quindi aggiungo "..questo perchè sono una spia molto brava!".
Arrivo al fondo della pagina con le lacrime agli occhi, e trovo "Firma" accompagnato da "Dichiaro che tutto quello che ho detto corrisponde al vero". E ovviamente firmo.
Alzo lo sguardo e vedo la segretaria che, all'impressionante velocità di 5 parole al minuto, con ben due dita (precisamente l'indice destro ed il sinistro, comandati rispettivamente dagli unici due neuroni al momento attivi), sta utilizzando tutte le sue forze cerebrali pur di portare a termine il duro lavoro della mattinata (credo inserire in interdet annunci di imprese leader nel settore che cercano asesores a la energia), mentre -come un canarino stupito- fa rimbalzare il suo sguardo dallo schermo al foglio alla tastiera (che spesso si ferma ad osservare a lungo, come se stesse disperatamente cercando qualcosa di introvabile, come ad esempio una "a" accentata).
Cristo.
Vi prego, qualsiasi cosa facciate in questo cazzo di posto, prendetemi come segretaria.
Finalmente vengo fatta accomodare nell'ufficio del supremo capo energetico per il colloquio vero e proprio.
Alla sua prima domanda ("Ci hai contattati tu, vero?"), sfodero la solita sincerità: "Guarda, in realtà a volte mi annoio e inizio a mandare curriculum alle offerte di lavoro più strane". Lui scoppia in una risata genuina e generosa, e aggiunge "Questa risposta mi fa più piacere di quello che immagini". A parte il fatto che lui non sa quello che immagino (o forse sì..?), un po' questa sua dichiarazione mi inquita.. perchè mai quest'individuo dovrebbe essere tanto felice di una risposta del genere?
Ma passiamo ad altro, e cioè: di che si tratta? che cazzo è un asesor a la energia? no perchè sai, non è un problema mio che sono italiana e non capisco la tua lingua, siete voi che siete strani perchè ho chiesto a tanti spagnoli ma nessuno sa che cazzo sia un asesor a la energia!
Il supremo capo energetico mi racconta che in Spagna ora il mercato del gas è libero e che allora lui e la sua fantastica azienda leader nel settore hanno la possibilità, anzi, il dovere morale di andare a rompere i coglioni alla gente a casa per convincerla a cambiare azienda formitrice di gas. Perchè la nostra azienda applica uno sconto del 6%, e non 4, o 2, o 0 (ZERO! que verguenza) come le altre 5 aziende nazionali. Tu per esempio che compagnia hai? Bè, io in casa ho la bombola che ci costa, in totale, 14 euro ogni due mesi e la paghiamo in 4 quindi spendo 14:4=3 euro e mezzo ogni due mesi e sai è comoda perchè ce la compra il portiere del condominio dal camion che passa il venerdì mattina, tranne quando per pigrizia mentale ci scordiamo di ordinarla e poi però ci tocca andare fino alla Repsol con il carrello del Mercadona e la bombola vuota. Il capo supremo è interdetto. Forse non aveva considerato la possibilità della bombola. "Bè... allora.. allora nulla. Eh sì, allora nulla".
Alla fine del colloquio sono io a convincerlo. L'ho convinto che un lavoro del genere non lo posso fare, per il semplice motivo che non mi va di rompere i coglioni alla gente, nonostante lui abbia anche insistito. Me ne vado, ma non prima di avergli stretto la mano dicendogli che è stato un vero piacere. Ora sì, è il caso di dire "...e non immagini quanto!".

Sono così felice che decido di premiarmi con un giro shopping compulsivo non superiore ai 10 euro.
Entro da Bershka e al piano di sopra trovo 4 cosine carine, ognuna delle quali con un prezzo inferiore ai 10 euro. Ma io le voglio tutte, così decido di portarmele tutte in camerino per poi sceglierne una.
Ovviamente, siccome in fondo sono femmina, appena mi vedo con addosso la magliettina ciclamino e la gonnellina verdina con stelline decido che devono essere mie. Le donne sono fatte così. Non vogliono comprare qualcosa solo fino al momento in cui se la provano davanti allo specchio. Faccio due conti. Totale 13 euro e novanta. Quanto ho nel borsellino? Tredici euro e venti, circa (contando il rame). Bestemmio, maledico il sistema denaro, ciononostante esco e saco venti euro con un euro e settantacinque di commissione. Torno, pago, esco dal negozio superfelice. Guardo lo scontrino. Ho comprato un top e una maglietta. Traduzione: quella che ho indossato come una gonna è in realtà un top. Ma che si fottano, come top fa cagare, avrei la paranoia di perdere le tette per strada e in più sembrerei una palla obesa. Come gonna.. bè, come gonna è la più bella del mondo.

viernes, abril 18, 2008

il lavoro più stupido di Spagna

21.53 17/04/2008
Ci sono tre o quattro persone, qui a Valencia, che svolgono il lavoro più stupido, inutile e stressante del mondo.
Felicia vive nel passaggio XY. Si tratta di una galleria che unisce due strade, all'interno della quale ci sono alcuni negozi e diverse entrate ad altrettanti condomini.
Il passaggio durante la notte viene chiuso.
Se non hai le chiavi e non trovi, per culo, qualcuno che sta entrando, resti chiuso fuori.
Se vuoi uscirne dopo le 22-23 circa, hai tre possibilità: o sei con qualcuno che vive in uno dei condomini e sta uscendo, o ti fai dare le chiavi di scorta (quando ci sono) dalle persone che sei andato a trovare in uno dei condomini, o ti affidi alla bontà del portinaio notturno.
Quest'ultima possibilità comporta diversi rischi e, soprattutto, non può essere messa in atto con regolarità.
Perchè il portinaio notturno del passaggio XY non è obbligato, per contratto, ad aprirti la porta per farti uscire, e non perde occasione per fartelo notare e pesare come un macigno sulla coscienza.
E a volte non ha proprio voglia di farti questo favore. Però ha tanta voglia di litigare e sfogarsi. Con chiunque.
A volte lo si trova addormentato, che russa come un drago allo scopo di spaventare e scoraggiare i poveri ospiti intrappolati nel malefico passaggio, a volte per diverse decine di infiniti minuti.
Quest'uomo viene pagato per non fare nulla, regolarmente, ogni mese, con -credo- uno stipendo maggiorato tenendo conto del turno notturno, quando in realtà basterebbe spendere due o trecento euro una volta per tutte per installare uno di quei magnifici bottoncini che servono ad aprire le porte elettricamente senza bisogno delle chiavi.
Invece lui viene lasciato lì, ogni notte, a terrorizzarmi.
Soprattutto, la sua presenza obbliga i condomini e i loro ospiti a realizzare un numero spropositato di doppioni delle chiavi, rendendo vana l'utilità della chiusura notturna del passaggio allo scopo di preservarlo dall'entrata di estranei ai condomini, visto che mezza città possiede le chiavi per entrare e uscire quando vuole.
Tutti tranne me. La copia di quella chiave di merda costa 7 euro.

el parisienne

21.40 17/04/2008
"Krull" mi appassiona, mi affeziono ai personaggi e lo guardo fino alla fine, quando Felicia sta già dormendo da un po', accoccolata nella copertina di pile verde nell'angolo del suo lettone valenciano. Mugola qualcosa di incomprensibile quando cerco di svegliarla per dirle che sto andando a casa. Sono le 3 e mezza.
Torno a casa in bici veloce veloce contro il vento, ma mi metto a dormire solo un'ora dopo.
Sogno avventure in mondi galtticomedioevali e tigri da appartamento.
Vengo svegliata dalla telefonata di un colombiano che vuole lezioni di italiano, e -mentre sono ancora al telefono con lui- il postino mi consegna un pacco pieno di 15 chili di felicità, che si presentano sotto forma di vari generi alimentari e non, in arrivo dall'Italia.
Sono felicissima perchè trovo tutte le cosine che mi piace mangiare quando sono in Italia, ma anche perchè mi sento come se un po' di casa mia fosse ora qui con me.
Eppure nel corso della giornata riesco ad intristirmi.
Lentamente.
Metto a stendere le lenzuola sulla terrazza al sedicesimo piano. Il vento valenciano ha la forza di un poltergeist e a volte mi fa quasi paura. Sento che è più forte di me e che potrebbe farmi volare via. Eppure gioco con lui e lo sfido, usando il copripiumone stellato come una vela.
Mando alcuni curriculum, cerco lavoro, penso a tutte le persone che mi fanno continuamente notare quanto io stia perdendo il mio tempo, che mi chiedono perchè non trovo un lavoro inerente i miei studi, che mi fanno pressioni e non capiscono cosa stia facendo.
Per scacciare la tristezza vado a casa di Felicia. La trovo impegnata a rivoltare la stanza in attesa di un ospite. Prepara fragole con arance.
Poi arriva una telefonata.
Domani sarà uno di quei giorni in cui devo fare mille cose, dopo una settimana passata -mio malgrado- a fare quasi nulla.
Domani si decideranno alcune cose.
Domani potrei anche iniziare a lavorare in una pasticceria francese. El parisienne.
Domani potrebbe anche andare tutto storto e io mi ritroverei punto e a capo, come al solito, come è successo dopo tanti colloqui andati a vuoto.
Però continuo a sperare.
Torno a casa e trovo una lettera.
Un'altra parte di Italia che arriva per posta.
Altre domande, altre riflessioni, poche risposte.
Poche ma buone. Sto cercando me stessa e forse, piano piano, potrei anche trovarmi.
Vi faremo sapere.

miércoles, octubre 24, 2007

il giorno piu lungo del mondo

sottotitolo:
ecco cosa si merita una che non fa un cazzo per un anno.
o forse 26.
non so.


resoconto della giornata di oggi

sveglia alle ore 8 (di mattina!!)
ore 9:00
collloquio di lavoro in centro. tempo totale:10 minuti.

ore 9:10
vado alla seguridad social perchè ho perso il numero durante qualche trasloco.

ore 9:30
al commissariato di polizia per chiedere dei documenti. prima mi faccio un po' prendere per il culo da una guardia del parcheggio che si annoia.

ore 9:40
primo errore della giornata: il mercato di Xativa.
ovviamente non resisto.
è il mercato piu grande che abbia visto in città. non finisce mai.
inizio con "faccio un giretto veloce".
finisco con "cazzo, ma questi 200 metri ancora non li ho visti!".
compro un vestito da bambina che userò come maglietta (1 euro).
voglio le ciabatte ma non le trovo.
cerco di comprarmi delle giacche ma sono tutte enormi.
faccio foro alle stringhe.
a momenti mi faccio menare dalle gitane perchè mi piacerebbe tanto fare delle foto al loro.. chiamiamolo banco.
poi mi fermo mezzora al banco di una vecchia di centanni che vende le cose di quando era giovane: dal suo magnifico banco voglio un cappello ma cinque euro non li ho. sono i cappelli piu belli che abbia mai visto. lei sventola per tutto il tempo due volpi morte negli anni venti per cercare di convincere una bionda orrenda a comprarle entrambe: "tesoro, questa roba arriva dalla germaniaaa!!!". dice i prezzi in pesetas e non capisco un cazzo.


ore 11:15
prendo due metro per andare ad un altro commissariato di polizia, sempre per i documenti.
mi dicono che ho sbagliato e devo andare fuori vlc.
non ho un cazzo di voglia e muoio di fame.
quindi prendo altre due metro e torno a casa.


ore 12:00
a casa.
faccio troppa pasta con spinaci e formaggio.
parlo in messenger di giradischi e prendo appuntamenti per il pomeriggio (secondo errore del giorno).
pulisco la cucina, lavo i piatti (di tutti!), prendo il caffè.


ore 14:30
cerco di dormire ma dal letto vedo solo il mobile senza i due cassetti.
ho un'idea geniale, mi alzo, la realizzo.
poi continuo a non dormire.
quindi mi alzo e faccio un po' di cose.


ore 16:00
esco di casa per andare ad un altro colloquio, ma appena scendo vedo una cosa meravigliosa: tre tende di alluminio rosso.
ci penso.
ci penso.
le guardo.
ci penso.
ne prendo una, salgo, scendo di nuovo.
arrivo in vincent zaragoza e mi accorgo che il bar del colloquio non sta dove pensavo!
in ogni caso, incredibilmente, non arrivo tardi, e alle 16:15 spaccate sono al colloquio.


ore 17:10
esco dal colloquio.
il tipo del bar mi ama e mi adora.
"ti chiamo stasera o domani per una prova".
va bene.
ciò non mi ferma.
a casa faccio un toast, parlo
con carolina, parlo con ezequiel, parlo con tutti, mi lavo perchè puzzo, mi cambio ed esco di nuovo.

ore 18:10
aspetto peter en la agorà della UPV, poi lui mi chiama per dirmi che sta al bar di bellas artes perchè si era dimenticato il nome dell'agorà.
va bene, peter, aspettami li.
però prima faccio la foto ad un gabbiano che avrei tanta voglia di toccare perchè sembra molto morbido. io odio i gabbiani. sono stupidi. ma sono tanto belli.


la nally at photobucket



ore 18:30
aperitivo con noemi e peter.
ma noemi non beve, così io e peter beviamo anche per lei (terzo errore).

ore 19:15
io e peter entriamo in biblioteca e ci rimaniamo dentro un'ora.
usciamo con 3 libri, due film e un rotolo di carta igienica.
andiamo a casa sua.
ma prima prendiamo tortilla e pane al mercadona per cenare, perchè noemi ha fuso il forno e in casa c'è solo il microonde (quarto errore, perchè avrei potuto andare a casa a riposare).


ore 22:30
film finito (bello), tortilla mangiata (buona ma mi resta mi sa sul pancino), scappo correndo per prendere il tram e andare a fare la prova perchè nel frattempo il tipo mi ha chiamato.
muoio di sonno.
per strada cerco di rubare un sellino ad una mountain bike ma poi lascio perdere.
in tram mi esplode, con discrezione, un brufolo.
mi sanguina la faccia e non so che fare.
mi viene in mente "Carrie lo sguardo di Satana" (aperta parentesi: vidi quel film tanti anni fa, e la scena col sangue di porco, e il giorno dopo mi svegliai, andai in bagno, mi abbassai sul lavandino per lavarmi la faccia, e quando mi rialzai vidi il mio viso coperto di sangue e gridai, ma era solo un brufolo esploso in quel momento... chiusa parentesi).
scesa dal tram, mi fermo in un bar, chiedo un caffè, intanto vado in bagno, faccio la ca**a, sistemo la faccia, torno e ci resto male perchè il caffè ha il latte.
fottuti spagnoli di merda.
per fortuna il tipo capisce che sono italiana e me lo cambia. ma io prima disegno un sorriso nella schiuma del caffè sbagliato.

ore 23:00
arrivo al lavoro.
pulisco faccio disfo chiacchiero sorrido e rido.
provo tutti i cocktail e tutti i frullati che mark fa durante la sera.
due trentenni brutti mi parlano per un'ora del mercato immobiliare valenciano.
cristo.
meno male che almeno sono simpatici.



le foto della nally



ore 03:00
esco dal lavoro.
mark mi ama e mi adora sempre di più.
gli piace come mi vesto.
gli piace il mio sorriso.
gli piace che io sia piccola.
gli piace che guardo la gente negli occhi.
gli piace il mio modo di affrontare la vita.
gli piace persino come pulisco.
merda.
ho un lavoro.


vado a casa, ma prima di salire cerco una ruota di bicicletta.
niente ruota, ma trovo un campanelllo.
vorrei rubarlo ma mi accorgo che ho lasciato il coltellino svizzero a casa.

mollo il colpo.

annuso i fiori dell'angolo.

salgo in casa. mi metto a letto.

non riesco a dormire perchè ho in mente ancora tutte queste cose e molte altre.
mi alzo, accendo il pc e scrivo 'sta roba.
finisco alle ore 03:48.


e domani alle 11 arriva la padrona di casa.
e si ferma fino alle 14.
io m'ammazzo.
anzi, no.
dormo e mi fingo morta.


le foto della nally

calendario!!

il nallyPlayer

scaricala e divulgala!

scaricala!
la tesi della nally in formato pdf leggero leggero monitor resolution:
"izquierda de copia - nuovi sensi del possesso nell'era digitale"
tesi di laurea in teoria e metodo dei mass media
relatore: tommaso tozzi
accademia di belle arti di carrara
dipartimento di arti multimediali
a.a. 2006/2007

siete ufficialmente autorizzati
a scaricarla
e regalarla
a chi volete
perchè è un'opera rilasciata sotto
licenza Creative Commons 3.0 Unported Attribution - No Commercial.

vi state chiedendo di che cavolo parla la tesi, vero? anche io.
in effetti dal titolo si può non capire nulla
ma non è un buon motivo per non leggerla!
comunque, ecco un dono alla vostra pigrizia mentale
(anche se così si perde un po' di magia...):
"izquierda de copia" parla del copyright e delle alternative legislative
nate nella nostra era digitale,
parla del copyleft, del free software, dei nuovi mercati di musica online,
dei biobrevetti, della scrittura collettiva, dei nomi multipli...
e, in generale, di come la nostra vita sta cambiando.