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jueves, agosto 21, 2008

la turbolenta storia tra il nuovo motrorista e la ragazzina italiana emigrata #SECONDA PARTE#

La mattina seguente, la ragazzina italiana si sveglia alle 11 in punto e scopre che il suo telefono è rimasto zitto zitto per tutta la notte. Questo piccolo dettaglio è sufficiente perchè si accenda in lei la lucina rossa del dubbio.

Alle 14 arriva al ristorante italiano in franchising.
Il nuovo motorista non è ancora arrivato, ma fino alle 14 e 30 nessuno (tranne lei) si accorge del suo ritardo.
Durante questi 30 minuti, la ragazzina italiana si fa riconcoglionire dal suo "capo" (un andaluso emigrato nei paesi baschi che ha sposato la cugina di primo grado e che fino a pochi mesi fa era proprietario del bar di fronte alla vecchia casa della ragazzina italiana... ma queste sono altre storie!).
Mentre il basco parla, grida, ride, lancia in aria sedie e coltelli e si butta per terra mimando chissàchecosa, la ragazzina italiana sbircia sopra le di lui spalle, allunga lo sguardo oltre le vetrine del ristorante, spera di veder arrivare una moto.. ma non succede nulla. Passano solo ragazzini cicciottelli in bici, nonni e nonne per mano, signorine con il canetopo al guinzaglio. E' un bellissimo sabato pomeriggio.

Alle 14 e 30 il pizzaiolo torinese fa finalmente notare una certa assenza.
Il capo basco prova a rintracciare il motorista, ma è tutto inutile perchè i suoi due cellulari risultano spenti.
Nessuno si preoccupa particolarmente. Il capo basco decide che gli perdonerà questa assenza ingiustificata a patto che recuperi le ore di lavoro perse.

La ragazzina italiana alle 16 e 30 torna a casa.
Ogni dieci minuti prova a richiamare uno dei due cellulari, ai quali rispondono sempre le signorine della compagnia telefonica. "Non è stato possibile rintracciare l'utente". "Riprovi più tardi".
"Riprovi più tardi".
"Riprovi più tardi".
Gli invia un messaggio che dice "Dove cazzo sei?? Fatti sentire appena puoi e, per favore, stasera vieni a lavorare!".
Lei si riserva ancora il beneficio del dubbio. Si sforza di pensare che lui sia a letto ubriaco, ma con il passare delle ore ci crede sempre meno.
Cerca il suo numero di casa sull'elenco cittadino. Fa un po' di casino con i doppi cognomi spagnoli. Fa anche uno sforzo enorme per ricordare il nome di sua madre. Trova un numero che potrebbe benissimo essere il suo, ma le risponde un vecchio ubriaco: dice che lì non vive nessun nuovo motorista.

La ragazzina italiana è disperata, si sente impotente, nessuno le dà retta, nessuno vuole capire che la situazione deve per forza essere abbastanza grave.
Nessuno tranne il nuovo conquilino greco, il quale le dice che dopo mezzanotte la accompagnerà a cercare il suo Steve Buscemi in ospedali e commissariati di polizia. Lei pensa addirittura che farà un giro in bici dall'altra parte della città, nel quartiere dove lui vive, in cerca di non sa bene cosa, visto che non conosce il suo indirizzo.

Alle 20 e 30 lei ritorna al ristorante, dove ovviamente non c'è nessuna traccia del motorista...
Alle 21 e 30, finalmente, durante uno dei mille tentativi fatti dal capo basco, il telefono del motorista squilla. E lui risponde.
Rimaniamo tutti intorno al capo basco mentre parla al telefono.
"Dove sei? ... Ah, non puoi venire al lavoro? ... Nemmeno tra un po'? ... Ah, ecco perchè. ... Sì, doveva per forza essere qualcosa del genere. ... Bè, ma dovrai spiegarlo ai capi. ... Sì, meglio se lo fai ora. ... Puoi venire qui a parlare con Luis? ... Bene, sistemati, ti aspettiamo qui tra un'oretta".
Riattacca. "Il suo avvocato dice che non può venire a lavorare. Però ora passa da casa, si fa una doccia per levarsi il sangue di dosso, e poi viene a dare le dimissioni".

E così, dopo circa 7 ore, veniamo a scoprire il motivo dell'assenza non proprio ingiustificata del nuovo motorista.

La notte prima, sotto casa della tagazzina italiana, lui raccoglie la moto che aveva buttato a terra e se ne va, molto arrabbiato e nervoso.
Mentre la ragazzina italiana sale nel suo nido, legge qualcosa sull'economia giapponese degli Anni Novanta e poi si addormenta relativamente tranquilla, lui fa un paio di consegne (non pizze, bensì cocaina e hashish), poi si lascia intortare e ubriacare da un ballerino, e si ritrova a bere in spiaggia alle 4 di notte con non si capisce bene chi.
Alle 4 e 30 si mette a fare il cretino con la moto sulla strada del porto. La polizia lo vede, gli intima l'alt ma lui, con il corpo pieno di alcol e malahostia, non si ferma e si dà alla fuga. Quando lo prendono, lui tira un pugno in faccia al poliziotto e quasi quasi gli rompe il naso. Se lo portano via, ovviamente.
Per una ventina di minuti lo prendono a manganellate, non senza prima interporre un asciugamano tra la sua pelle e il manganello.
Lo lasciano in uno sgabuzzino sotterraneo per ore.
Lo processano per direttissima: non si è fermato ad un alt della polizia, ha guidato ubriaco e ha picchiato uno sbirro.
Gli ritirano la patente. Gli ritirano la moto della ex moglie. Gli danno anche 8 mesi di prigione ma poi glieli tolgono perchè, per fortuna, è la prima volta che ha a che fare con la giustizia in 27 anni. In cambio ottiene una bella multa. Perde il lavoro perchè senza patente non può consegnare pizze in motorino.

Alle 21 e 15 del giorno dopo lo fanno uscire. Alle 23 viene in pizzeria per parlare con il capo supremo. Si licenzia. Il capo supremo, che era arrivato moooolto arrabbiato, quando viene a conoscenza dei dettagli si calma. Addirittura si rattrista. Incredibile. E dire che al suo arrivo stava tutto incazzato perchè prima di uscire di casa all'improvviso per sbrigare questa faccenda stava pulendo l'acquario e gli erano morti due pesci.

Dopo le faccende burocratiche, la ragazzina italiana esce nel parco di fronte al ristorante per parlare con il nuovo motorista (che d'ora in poi sarà il nuovo ex motorista).
Lui la abbraccia. E' tanto tranquillo. Ha la voce morbida. Sorride. E' costretto a camminare molto lentamente perchè gli fa male tutto. E' pieno di lividi sulla schiena e sulle gambe, e sospetta anche di avere una costola incrinata. Lei si sente tremendamente in colpa. Lui non ha più nulla, e un po' è anche colpa di lei.
Se non si fosse arrabbiata tanto per quella cazzata..
Se fosse un po' meno orgogliosa...
Se non fosse stata pre-mestruale...!
Se non si fosse alzata da quella maledetta sedia...

Ma lui la tranquillizza dicendole che è il giorno più bello della sua vita perchè avrebbe potuto essere in prigione, avrebbe potuto non rivederla più, invece è lì con lei, su una panchina, sotto le stelle, le tiene la mano ed è felice così.
Forse è in quel momento che la ragazzina italiana si rende conto di esserci cascata.
Ha ragione zolpho quando dice che certe cose su una donna fanno colpo per forza.

martes, julio 29, 2008

tema: il mio nuovo motorista

Tema: il mio nuovo motorista

Sottotitolo: in Spagna il motorista è quello che ti porta le pizze a casa in motorino

Svolgimento:

Il nostro nuovo motorista si chiama -diciamo per dire- X.
X è l'ultimo di una lunga serie di motoristi. Non so perchè ma, per un motivo o per un altro, i motoristi nella nostra pizzeria non durano molto tempo.

X ha solo pochi mesi in meno rispetto a me, perchè è nato il 10 ottobre del 1981, ma ha già una figlia di tre anni, che lui chiama Noa, traduzione palestinese del suo vero nome.
Però X e la mamma di Noa (che si conoscono da quando erano bambini) non stanno insieme, o meglio, non più, perchè "sono incompatibili", come dice lui. Ovvero: scopano da dio, ma poi litigano per qualsiasi cosa. "Come per qualsiasi cosa?". "Bè, lo vedi questo accendino? Io e lei litigheremmo anche per questo".

Ho scoperto anche che lui -esperto di hardware- un giorno, sistemando il computer di casa, trovò l'archivio di uno strana conversazione avvenuta su Messenger tra sua moglie e uno sconosciuto. X riuscì ad arrivare ad un appuntamento dei due amanti, scattare loro foto da lontano, per poi portarle a sua moglie e dirle "Guarda, questa eri tu cinque minuti fa". Da allora non stanno più insieme, e X -che fa tanto il duro- ha smesso di mangiare e ha perso 20 chili in tre mesi, passando dai 90 a 70 attuali.
Sempre da allora, X dorme sul divano e torna a casa solo per dormire e stare con Noa.

Ho anche saputo che un giorno diede un pugno ad un uomo che "aveva toccato sua moglie dove non doveva", e non si sa se la faccia di quest'uomo era eccessivamente resistente, o la mano di X troppo fragile, però da quel giorno X ha una mano un po' storta.
Non rotta. Solo storta.

X ha origini algerine e, forse, anche israeliane. Per questo non ha la faccia iberica. I suoi nonni e suo padre erano algerini, ma X non parla francese perchè suo padre è morto quando lui aveva 12 anni e ancora poca voglia di imparare nuove lingue.
Il padre di X era una gran cuoco, qui a Valencia, negli anni ottanta. Il problema è che gli piaceva anche l'eroina, e un brutto giorno morì di overdose.

La madre di X, invece, è sieropositiva dal 1984 e dall'87 fuma regolarmente marijuana per stimolare l'appetito e il sonno, nonchè per sopportare i dolori.

X, qualche anno fa, ha investito 2500 euro per una piccola piantagione di marijuana indoor.

X non vende marijuana, perchè dice che non vale la pena rischiare anni di galera per 30 euro.

X vende le piante figlie, e con questo vive, perchè tutti quelli del suo quartiere ne vogliono una, spesso più volte l'anno. X si è tatuato, tra le altre cose, il ritratto di sua figlia sull'avambraccio destro in cambio di una pianta. Sull'altro braccio ha il ritratto del protagonista cattivo di un fumetto manga, e si sta facendo prendere le misure per farsi tatuare un drago sulla schiena (però non prima della fine dell'estate, perchè il fratello del suo tatuatore ha avuto un incidente in moto due giorni fa, e ora è in un ospedale di Barcellona dove, probabilmente, dovranno amputargli una gamba).
I clienti sono sempre molto soddisfatti, perchè X vende le piante già cresciute e in forma perfetta, praticamente pronte per il raccolto.

X dice che compra i semi buoni una volta l'anno. Essendo una piantagione indoor, ottiene 3-4 raccolti l'anno, da piante che genera dalle prime.
Le mette in una stanza, con tutto quello di cui hanno bisogno, poi chiude la porta a chiave e accende una webcam per controllarle. Non entra in quella stanza per tre mesi. E, quando entra, lo fa con speciali occhiali da saldatore per non rimanere accecato dai vari specchi sistemati intorno alle piante.
X spende 200 euro di luce al mese.

X ha studiato programmazione e hardware, e da grande vorrebbe fare il disegnatore di sfondi per videogiochi.
Purtroppo, al momento della nascita di Noa, X ha dovuto abbandonare gli studi, prendere un attestato da saldatore e cercarsi un lavoro. In realtà, più di uno. Ha fatto molte cose, prima di diventare il nostro nuovo motorista, tra le quali lavorare per una ditta che spostava opere d'arte da città a città (Valencia, Barcellona, Madrid, Venezia, Parigi, Shangaii, Cuba...), e più di una volta, a biennali varie, gli è capitato di dover creare delle "opere d'arte" che poi l'artista ha semplicemente firmato. Anzi, in realtà a X è toccato pure mettere davanti all'opera il cartellino con il nome dell'artista...
Credo che quello del motorista sia il lavoro fatto su misura per lui, perchè è un appassionato di moto e ne possiede moltissime, soprattuto da strada (la maggior parte delle quali sono inutilizzabili perchè X le ha fuse facendo il cretino in giro come un tamarro). Insomma, gli piace tanto andare in giro su due ruote che non siano quelle di una bici (aveva una bici, un tempo...).
X possiede anche una Opel Kalibra lunga tre metri e mezzo che comprò pochi anni fa in un'asta eBay al prezzo di 1500 euro. Dice che la comprò per capriccio. Andò a prendersela a Barcellona. L'auto più tamarra del mondo targata Malaga. Dopo qualche giorno fuse un pistone, o qualcosa del genere.
X, ovviamente, non è soddisfatto dal motorino di proprietà del nostro ristorante, perchè dice che "non va", il che significa che non è truccato e va come dovrebbe andare.

X fuma talmente tanto che la mattina, appena sveglio, si deve accendere un cannone altrimenti non riesce a fare nulla. Mentre sta al computer disegnando, si accende una canna, fuma, poi la guarda e dice "Cazzo, è già finita??", e gli tocca farne un'altra, e così per ore, con sua madre che gli dice "Dai, fermati un attimo, tesoro".
Gli unici momenti in cui X non fuma sono quando lavora e quando sta con sua figlia.
Ora che è il nostro motorista, e non può fumare marijuana, fuma tantissime sigarette, ma non è la stessa cosa, purtroppo. O per fortuna.

X è molto fragile, sia fuori sia dentro, qualsiasi cosa voglia dire questa espressione.
X deve indossare scarpe sportive anche in estate, perchè a causa di una curva presa male in moto ora ha caviglie di cristallo, e deve usare dei rinforzi se è costretto ad usare scarpe normali.
Ha anche problemi con la cervicale, con la schiena, con i reni e con tante altre cose, sempre a causa della moto.

X è tendenzialmente eterosessuale, nel senso che non va a raccontare in giro tutte le cose che gli sono capitate con i suoi amici maschi, anche se una notte al Deseo 54 di qualche anno fa gli ha aperto gli occhi (o forse non solo quello): quella notte ha visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, e soprattutto cose che non ha mai visto nemmeno in un film porno (il che mi lascia supporre che sia anche un appassionato del genere).

A me X ricorda tantissimo Vincent Cassel ne "L'odio", ma il mio coinquilino greco nuovo di zecca dice che è uguale a Steve Buscemi, oppure ad un personaggio bukowskiano.

A X piacciono tante cose stupide che piacciono anche a me, come le corse in ascensore, il gelato cioccolatofragola, i gatti e Edward Norton.
X è bilancia, per questo andiamo d'accordo.
Purtroppo, mi sembra anche quel tipo di bilancia che ho conosciuto finora in tutta la mia vita: una s-bilancia.

L'unico problema è che X si è innamorato perso di me nel giro di un secondo, la prima volta che mi ha visto: ci incrociammo un secondo nel bagno del ristorante, e non ci eravamo mai visti prima, ma io mi accorsi di una strana e dolce sorpresa nel suo sguardo, che non ho più dimenticato.
Dice che sono la cosa più bella che gli è capitato di vedere ultimamente e mi tratta come una principessa.

Ovviamente tutto questo è un problema perchè l'amore non è ricambiato. E io ho perso un altro amico.

sábado, febrero 16, 2008

felice sballo di san valentino

nero su oro

Gemelli (21 maggio - 20 giugno)
Felice sballo di San Valentino, Gemelli!
Mentre cercavo la scintilla giusta per accendere la tua vita amorosa, ho scoperto questa pillola di verità dello scrittore Tom Robbins: "Invece di creare l'amore perfetto, perdiamo tempo a cercare l'amante perfetto".
Spero che questa frase ti sia d'ispirazione: non aspettare che l'amore ideale si presenti alla tua porta.
Comincia invece a immaginare nel dettaglio il tipo di amore che vuoi dare e ricevere.
E poi cerca con pazienza di materializzarlo.


internazionale.it/oroscopo


il giorno di san valentino ho ricevuto una bella notizia.
il mio relatore mi ha finalmente dato l'ok per poter dare la tesi a febbraio.
in più, supernotizione: è talmente contento che vuole chiedere all'Accademia il cash per stampare alcune copie della mia tesi. fico.
il fatto è che me l'ha fatto sapere 24 ore prima del termine ultimo per la consegna della tesi in segreteria.
ma l'essere superiore, in 24 ore, è riuscito a:
-portare la tesi a stampare e rilegare
-andare a milano e vedere il suo ex fidanzato che vede una volta l'anno (e farsi offrire una birra)
-ingolfarsi di crepes con la nutella e di fragole col cioccolato
-guardare due puntate di daria
-restare in dormiveglia 5 ore per fare una serie di incubi che avevano come tema il copyright e la sveglia che non suonava
-rompere l'elettrodomestico preferito di una delle sue migliori amiche
-sbagliare strada e arrivare in stazione centrale alle 06:57 (il treno partiva alle 07:00...)
-consegnare tutto in segreteria
-farsi maledire da una gitana
-passare in totale 9 ore (circa) sui treni
-rientrare alla base il 15 gennaio alle ore 19:30, giusto in tempo per la cena (cous cous di due giorni prima).

costo dell'operazione: 203 euro e 84 centesimi. ai quali vanno aggiunti i 3 euro dell'Internazionale.


Photobucket

miércoles, octubre 24, 2007

il giorno piu lungo del mondo

sottotitolo:
ecco cosa si merita una che non fa un cazzo per un anno.
o forse 26.
non so.


resoconto della giornata di oggi

sveglia alle ore 8 (di mattina!!)
ore 9:00
collloquio di lavoro in centro. tempo totale:10 minuti.

ore 9:10
vado alla seguridad social perchè ho perso il numero durante qualche trasloco.

ore 9:30
al commissariato di polizia per chiedere dei documenti. prima mi faccio un po' prendere per il culo da una guardia del parcheggio che si annoia.

ore 9:40
primo errore della giornata: il mercato di Xativa.
ovviamente non resisto.
è il mercato piu grande che abbia visto in città. non finisce mai.
inizio con "faccio un giretto veloce".
finisco con "cazzo, ma questi 200 metri ancora non li ho visti!".
compro un vestito da bambina che userò come maglietta (1 euro).
voglio le ciabatte ma non le trovo.
cerco di comprarmi delle giacche ma sono tutte enormi.
faccio foro alle stringhe.
a momenti mi faccio menare dalle gitane perchè mi piacerebbe tanto fare delle foto al loro.. chiamiamolo banco.
poi mi fermo mezzora al banco di una vecchia di centanni che vende le cose di quando era giovane: dal suo magnifico banco voglio un cappello ma cinque euro non li ho. sono i cappelli piu belli che abbia mai visto. lei sventola per tutto il tempo due volpi morte negli anni venti per cercare di convincere una bionda orrenda a comprarle entrambe: "tesoro, questa roba arriva dalla germaniaaa!!!". dice i prezzi in pesetas e non capisco un cazzo.


ore 11:15
prendo due metro per andare ad un altro commissariato di polizia, sempre per i documenti.
mi dicono che ho sbagliato e devo andare fuori vlc.
non ho un cazzo di voglia e muoio di fame.
quindi prendo altre due metro e torno a casa.


ore 12:00
a casa.
faccio troppa pasta con spinaci e formaggio.
parlo in messenger di giradischi e prendo appuntamenti per il pomeriggio (secondo errore del giorno).
pulisco la cucina, lavo i piatti (di tutti!), prendo il caffè.


ore 14:30
cerco di dormire ma dal letto vedo solo il mobile senza i due cassetti.
ho un'idea geniale, mi alzo, la realizzo.
poi continuo a non dormire.
quindi mi alzo e faccio un po' di cose.


ore 16:00
esco di casa per andare ad un altro colloquio, ma appena scendo vedo una cosa meravigliosa: tre tende di alluminio rosso.
ci penso.
ci penso.
le guardo.
ci penso.
ne prendo una, salgo, scendo di nuovo.
arrivo in vincent zaragoza e mi accorgo che il bar del colloquio non sta dove pensavo!
in ogni caso, incredibilmente, non arrivo tardi, e alle 16:15 spaccate sono al colloquio.


ore 17:10
esco dal colloquio.
il tipo del bar mi ama e mi adora.
"ti chiamo stasera o domani per una prova".
va bene.
ciò non mi ferma.
a casa faccio un toast, parlo
con carolina, parlo con ezequiel, parlo con tutti, mi lavo perchè puzzo, mi cambio ed esco di nuovo.

ore 18:10
aspetto peter en la agorà della UPV, poi lui mi chiama per dirmi che sta al bar di bellas artes perchè si era dimenticato il nome dell'agorà.
va bene, peter, aspettami li.
però prima faccio la foto ad un gabbiano che avrei tanta voglia di toccare perchè sembra molto morbido. io odio i gabbiani. sono stupidi. ma sono tanto belli.


la nally at photobucket



ore 18:30
aperitivo con noemi e peter.
ma noemi non beve, così io e peter beviamo anche per lei (terzo errore).

ore 19:15
io e peter entriamo in biblioteca e ci rimaniamo dentro un'ora.
usciamo con 3 libri, due film e un rotolo di carta igienica.
andiamo a casa sua.
ma prima prendiamo tortilla e pane al mercadona per cenare, perchè noemi ha fuso il forno e in casa c'è solo il microonde (quarto errore, perchè avrei potuto andare a casa a riposare).


ore 22:30
film finito (bello), tortilla mangiata (buona ma mi resta mi sa sul pancino), scappo correndo per prendere il tram e andare a fare la prova perchè nel frattempo il tipo mi ha chiamato.
muoio di sonno.
per strada cerco di rubare un sellino ad una mountain bike ma poi lascio perdere.
in tram mi esplode, con discrezione, un brufolo.
mi sanguina la faccia e non so che fare.
mi viene in mente "Carrie lo sguardo di Satana" (aperta parentesi: vidi quel film tanti anni fa, e la scena col sangue di porco, e il giorno dopo mi svegliai, andai in bagno, mi abbassai sul lavandino per lavarmi la faccia, e quando mi rialzai vidi il mio viso coperto di sangue e gridai, ma era solo un brufolo esploso in quel momento... chiusa parentesi).
scesa dal tram, mi fermo in un bar, chiedo un caffè, intanto vado in bagno, faccio la ca**a, sistemo la faccia, torno e ci resto male perchè il caffè ha il latte.
fottuti spagnoli di merda.
per fortuna il tipo capisce che sono italiana e me lo cambia. ma io prima disegno un sorriso nella schiuma del caffè sbagliato.

ore 23:00
arrivo al lavoro.
pulisco faccio disfo chiacchiero sorrido e rido.
provo tutti i cocktail e tutti i frullati che mark fa durante la sera.
due trentenni brutti mi parlano per un'ora del mercato immobiliare valenciano.
cristo.
meno male che almeno sono simpatici.



le foto della nally



ore 03:00
esco dal lavoro.
mark mi ama e mi adora sempre di più.
gli piace come mi vesto.
gli piace il mio sorriso.
gli piace che io sia piccola.
gli piace che guardo la gente negli occhi.
gli piace il mio modo di affrontare la vita.
gli piace persino come pulisco.
merda.
ho un lavoro.


vado a casa, ma prima di salire cerco una ruota di bicicletta.
niente ruota, ma trovo un campanelllo.
vorrei rubarlo ma mi accorgo che ho lasciato il coltellino svizzero a casa.

mollo il colpo.

annuso i fiori dell'angolo.

salgo in casa. mi metto a letto.

non riesco a dormire perchè ho in mente ancora tutte queste cose e molte altre.
mi alzo, accendo il pc e scrivo 'sta roba.
finisco alle ore 03:48.


e domani alle 11 arriva la padrona di casa.
e si ferma fino alle 14.
io m'ammazzo.
anzi, no.
dormo e mi fingo morta.


le foto della nally

sábado, octubre 13, 2007

totally resaca day

ricevo una richiesta da couchsurfing.com.
un ragazzo americano che ha bisogno di un posto per dormire, solo per una notte.
gli dico che andrebbe anche bene, perchè casa è completamente vuota, e ci sono solo io.
questo accadeva giovedì sera.

mi chiama il venerdi mattina mentre ancora dormo (oddio, solo ieri, ho già perso il conto dei giorni!) e gli confermo che può stare da me.
mi alzo dal letto e SORPRESA! la casa è piena di gente.
mi sa che siamo tipo 7 o 8 persone.

no pasa nada, il ragazzo americano dormirà con me, in camera, anche se preferivo lascairgli il divano.

lui arriva nel pomeriggio, si chiama Alex ed è davvero una personcina carina: non è cretino, ascolta buona musica, è stato in Africa, è cresciuto vegetariano e lava i piatti dopo aver mangiato.
è fantastico.

la sera usciamo con Noemi e Peter.

andiamo al Phenomenon, o qualcosa del genere.
un posto tremendo dove ogni quattro minuti qualcosa si infrange al suolo, e la musica è troppo alta per parlare ma troppo orrenda per ballare, e i ragazzi hanno magliette bianche con dragoni e felpe rosa, e le ragazze sono tutte grasse e meravigliosamente super zoccole.
non ci sono tavoli, ma solo qualche sgabello alto, di difficile gestione, e che sparisce appena ti giri.

però la birra costa poco.
io pago e richiedo esplicitamente solo la prima.
le successive tre arrivano senza richiesta.
alla quarta perdo decisamente il conto.

parlo tantissimo con Peter, ma al momento non saprei dirvi di cosa.

quando usciamo non capisco già più nulla.
ho pochi ricordi del tragitto fino a Benimaclet.

dentro al quartiere mi perdo in un minuto, e mi rendo conto di essere completamente in botta.

ma arriviamo al Glop sani e salvi.
dopo trenta secondi dimentico che siamo li solo perchè devo fare pipì, e che in realtà la nostra meta era lo Swan.

mi rilasso, fumo bevo fumo bevo fumo, mentre io e Noemi attacchiamo a parlare con una ragazza di Brescia che ha perso totalmente ogni accento italiano.
tra noi tre italiane parliamo spagnolo.
Peter non capisce perchè.
il ragazzo americano ride.

qualcuno mi ricorda della missione Swan, così andiamo prima a fare pipì.
nel cesso del Glop racconto a Noemi della mia idea di fare il corto sulla ragazza che sta al cesso, che ho sempre in testa e non faccio mai.

allo Swan non entro nemmeno, resto fuori a parlare con Peter.
ricordo solo di avergli spiegato la parola "matiz", "sfumatura".
lui pensava parlassi di Henri Matisse.
abbiamo parlato anche di Snatch.
lui dice che se non vivi in Inghilterra almeno dieci anni, Snatch non lo puoi capire. e che la traduzione l'ha ucciso.

Noemi e Alex ci vengono a dire che la musica allo Swan non è bella, quindi cambiamo, e per la strada capita che facciamo delle foto ad un paio di scarpe bianche per terra e che incontriamo i miei coinquilini che vanno allo Swan.
e io: "è una merda, è una merda", e manco ero entrata.

arriviamo al Mama Africa, dove entro sempre con Carolina ma poi esco subito perchè non c'è mai nessuno.
stavolta è pieno di negracci grossissimi che ballano reggae, io ballo un po' le cose zozze con uno di loro vincendo una scommessa con Noemi ("vediamo chi si accolla per prima un negraccio").

ballo le cose zozze anche con Peter, ed è super divertente fare 'ste cose con un inglese.
gli devi insegnare tutto, anche a muovere il culo senza sembrare un tronco di legno.
c'è di buono che Peter, da buon studente di Fisica, è una spugna e impara tutto.

in realtà, stasera Peter è una spugna in tutti i sensi: è stata sua l'idea di ubriacarci al Phenomenon, e quando è ubriaco è uno spasso e parla tantissimo.

in una pausa d'aria fuori dal Mama Africa, io e Alex conosciamo Mystic Alpha, un negraccio bellissimo con super rasta che mi parla di Charlie Parker, ma non capisco perchè.
quando ci presentiamo mi dice "I'm Mystic Alpha. Respect.", e io resto totalmente rapita da tutto quello che fa e da come lo fa.

vado in bagno e mentre sono lì a fare pipì si spegne la luce.
dico "cazzo".
mi succede spesso.
stavolta, però, ho l'illuminazione: cambiare il soggetto del corto con la tipa in bagno e aggiungere la luce che si spegne.

torno a ballare e trovo le freccette magnetiche.
impazzisco, giochiamo, scommettiamo, perdo tre euro ma abbiamo una birra.

ballare è difficile, è tutto troppo lento e io vado sempre un po' più veloce del dovuto.
ma ad un certo punto mi rilasso e vado davvero reggae.

Peter vuole andarsene da un'ora e mezza, e io "sì sì, non ti preoccupare", ma in realtà mi dimentico di questa richiesta e non ce ne andiamo mai, e Peter continua a ballare.

ad un certo punto, mentre stiamo ballando, lui mi ricorda che doveva portarlo via da quel posto che non gli piace molto, e aggiunge:
"più che altro mi dispiace per l'americano, perchè qui ci sono solo ragazzi e LESBICHE!!".
su "lesbiche!" mi prende per le spalle e mi scuote.
al che io rispondo soltanto: "qui ci sono lesbiche?? dove, dove??".

in effetti, la clientela del Mama Africa è quasi esclusivamente maschile.
credo di vedere due femmine, basse grasse nere vestite di bianco, e in più c'è un soggetto con le tette enormi che sembrano finte come quelle dei Legnanesi e la faccia da maschio e non capisco.
l'unica cosa chiara è che è di colore.
però è bionda.
bò, sono confusa, pero no pasa nada.

quando usciamo dal Mama Africa sono almeno le quattro e mezza.
incontro di nuovo i coinquilini che mi dicono che allo Swan, come siamo andati via noi, hanno cominciato a mettere musica anni ottanta.
bestemmio.
lo Swan ha chiuso.
bestemmio un'altra volta.
coi miei coinquilini blatero qualcosa e faccio la solita figura da sballona, ma va bene.

decidiamo di andare a casa, anche se io avrei ancora tutto da smaltire.
in casa, io e Alex ci facciamo un toast, e io spero che sia sufficiente e mi sistemi la sbornia.
ovviamente non sarà così.

andiamo a dormire e Alex vuole mettere la sveglia.
gli dico che è pazzo, e che ci alzeremo intorno a mezzogiorno e mezza, se per lui non è troppo presto.
ride e dice che va bene, mentre ripete che sono really funny, e a me viene in mente la scena di "My name is Tanino" nella quale Giuseppe dice a Tanino che "funny" significa "ridicolo".
ma lo dice con quell'accento siciliano chemi fa spaccare.

sono le cinque quando spengo la luce e ho la brillante idea di non abbassare la tapparella.

apro gli occhi e penso siano le quattro del pomeriggio.
sto malissimo.
non sono nemmeno le dieci del mattino.

non so che fare e mi sento ubriaca.
mi giro nel letto e in testa mi si muove qualcosa, ed è davvero come se tutto ondeggiasse, là dentro.

mi alzo, vado in bagno, bevo un bicchiere di latte, mi sento lo stomaco sottosopra e non capisco cosa devo fare.

torno a dormire e mi sveglio alle 14:15.

alex alle 16:30 esce di casa per andare a Barcellona.

io alle 17 pranzo con il risino in bianco, poi un tè caldo.
tiro il pacco a Noemi per la sera e decido che non farò nulla finchè non mi sentirò meglio.

sono le 21:32 di sabato e ancora mi sento in botta.

martes, septiembre 04, 2007

date del tour :: aggiornamento


dalla sala stampa ci comunicano che le date del tour sono state modificate.

quindi domani non partirò per valencia perchè sto un pochino morendo.

spero non sia ancora la resaca della festaodissea... oggi ho addirittura pensato (dopo aver spostato il volo) di andare dal dottore!!
non capisco cos'ho ma spero passerà in fretta.

intanto, da brava malata, sto in casa e mi guardo i film.
oggi in sala 1 hanno dato: "monty python e il sacro graal" (monty python), "babel" (iñárritu), "baraka" (ron fricke), e una puntata dei griffin.
la programmazione di domani prevede godard e truffaut, sempre saggiamente intervallati da puntate dei griffin.


pensavo che la cosa più bella da fare, ora che una settimana si prospetta incredibilmente libera, sarebbe un mini grand nordic tour in auto: friuli, bologna, carrara e limitrofi, vercelli, milano (col permesso della zia salterei il devon, per stavolta).
ma non avrei compagni di viaggio, e forse nemmeno le forze per affrontare la cosa.
quindi non so.

invitatemi voi, è meglio.

meteo padania di oggi: sole, ghiaccio polare e vento a mille milioni di nodi.
un clima meraviglioso per uscire a fare foto!
peccato che io non riesca a stare nemmeno sotto il portico di casa.


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lunes, septiembre 03, 2007

una festa, un'odissea (sottotitolo: oh, per bacco)

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aggiornamento del post precedente con titolo "fiesta!!!".
ho deciso di omettere il racconto dettagliato della festa, per diversi motivi:
1 ---> spero lo farà qualcun altro su qualche altro blog
2 ---> troppe cose da dire e che palle, poi tanto la gente vede tante righe e non le legge
3 ---> non mi ricordo tantissime cose. o meglio: ogni tanto ho dei ricordi, dei flash da dieci secondi l'uno al massimo, ma mi mancano tutte le connessioni.

per questo passerò al racconto del giorno successivo.

è sabato mattina, sono le 8 e 30, suona una sveglia.
siamo a canzo, in una vecchia e bella casa.
ci aspettano due sorprese:
1 ---> un vergognoso succhiotto viola sul mio collo (a.a.a. cercasi bacco disperatamente, almeno per chiedere delucidazioni, del tipo "ma sei stato tu? no, perchè io non me lo ricordo, e se non sei stato tu allora chi cazzo è stato a sucarmi così?? ma sopratutto, tu, bacco, chi cazzo seiiii????")
2 ---> le ruote davanti della macchina gentilmente bucate nottetempo

arrivo a casa alle 14.
cinque ore e mezza che, a ripensarci adesso, sembrano almeno una ventina.
e non vi racconto nemmeno questa perchè ALTRO CHE ODISSEA!!

comunque, è stata una bella festa.


martes, agosto 28, 2007

secondo giorno nelle marche

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mi sveglio e non capisco perchè è solo mezzogiorno e non almeno le sei o sette di sera...

mi sveglio e penso "se è mezzogiorno e in realtà è già un po' che sto in dormiveglia, significa che ho dormito al massimo cinque ore"...
in realtà sono meno di cinque...

mi sveglio e non voglio/posso alzarmi...

mi fa male tutto.
ma tutto davvero.
è il risultato per non aver fatto nulla, mio malgrado, per un mese e mezzo.
e poi aver ballato come una scema per ore senza fermarmi mai.


tutti lasciano casa, e io resto a letto...
prima di essere abbandonata in terra straniera chiedo esplicitamente di non essere lasciata sola per troppo tempo...

più tardi mi sveglio di nuovo ma in realtà non mi sono mai riaddormentata...
ho le forze per mandare un messaggio con richieste di cibo (circa sei parole), ma dopo questo sforzo disumano scopro di essere chiusa dentro, sola, e il cibo è chiuso fuori...

poi il cibo passa per la finestra e il ragazzino della consegna a domicilio dal muretto del giardino...

un repubblica di tanti giorni prima...
un sacchetto enorme di biscotti per cani...
il panino con la maionese mi dà la nausea, lascio il secondo disgustata...
mi alzo e barcollo, vorrei tornare a dormire per altri tre giorni...
mi fa male tutto un lato del corpo e non capisco perchè.


fuori piove, e per fortuna io adoro rimanere abbracciata a qualcuno, un grande letto sconosciuto, che non è mio e non è tuo, e guardare fuori dalla finestra aperta la pioggia che cade davanti a un cielo troppo bianco...

ma il ragazzino delle consegne a domicilio non può restare con me, e io non posso restare con il ragazzino delle consegne a domicilio. quindi, devo lasciare Macerata... e andare da ale...

e: "per jesi c'è un treno e un autobus, con l'autobus allunghi"
a: "voglio l'autobus che è più panoramico!"
pagherò caro questo capriccio turistico, perchè Macerata-Jesi sono circa 40 chilometri di curve in collina, e dopo la giornata appena trascorsa (e in realtà non ancora finita) forse non era il caso...

mi ritrovo sola sola su un autobus vuoto. continua a piovere.
guardo fuori, sto malissimo, le colline sono meravigliose ma la mia faccia me la immagino tendente al giallo-verde... quindi tra un conato e l'altro rido. da sola.
ma continuo a non vomitare!
che roccia.

il viaggio in autobus prevede addirittura un cambio (a Cingoli, cazzo di nome, però hanno il "binocolo panoramico"...).
a Jesi aspetto ale, che arriva un po' disorientato e chissà perchè da lontano mi sembra tanto grande o l'auto troppo piccola... o forse lui aveva una maglietta rossa... non ricordo più.

a casa di ale dico: "facciamo un riposino di cinque minuti?".
ale mi sveglierà dopo due ore e mezza, durante le quali io sono caduta in coma e non ho sentito nulla di quello che può essere successo intorno, fuori e dentro di me.

mi alzo e andando in bagno STAC becco la famosa mamma Silvana, già apparsa sulle pagine di questo blog in occasione della perdita delle lenti a contatto di ale in spiaggia a Valencia ("ale, quanto ti manca di diottrie?" - "non lo so, lo sa mamma"... eeee... che momenti irripetibili e indimenticabili!).
dimentico di chiedere quante diottrie mancano al figlio, ma mi ricordo dell'unica raccomandazione fattami da ale ("oh, per i miei io non bevo e non fumo"), quindi mi scuso.
s: "scusa di cosa?"
a: "per non essere propriamente fresca come un fiore... ehm... ho viaggiato molto, ieri".
segue sorriso da ragazzina per bene.
risatina gentile in risposta, ok, funziona.
mi guardo allo specchio e penso che ha funzionato perchè le due ore di coma mi hanno risistemato la faccia.
mi vesto di nuovo come zia Augusta e usciamo.


mi ritrovo su un divano in pelle quattro posti fuori da un... circolino?... mentre dalle finestre dei piani superiori del palazzo arrivano prove di cori...
e tutti sembrano parlare di musica, tranne la sottoscritta, che in realtà non riesce a parlare di niente.
il problema principale sembra essere il fatto che per articolare delle frasi devo fare prima lo sforzo di pensarle.

poi arriviamo a Senigallia ma scopriamo che non c'è quello che ci aspettavamo (forse è meglio così, la sera prima ho dato troppo...), quindi ci diamo alla cena.

io ormai faccio fatica a stare dietro alla conta dei miei pasti...
la regolarità è andata a farsi fottere.
la colazione sostituita dalla merenda.
frutta e verdura non mi ricordo più che faccia hanno.
infatti a Senigallia mangio pizza.

non bevo alcol tutta la sera, ma in realtà è solo perchè mi sento ancora in botta.

andiamo a dormire dopo discorsi sulla cosmologia, quesiti sulla nuova letteratura e un cd di Mia Martini tutto da cantare a squarciagola, soprattutto "minuetto", alla faccia di ale e per il piacere mio e di Leonardo, che -scopro il giorno dopo- è vegano e abita a Cingoli...

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domingo, julio 01, 2007

problemi di salute la prima notte fuori dal nido

Non riesco a dormire.
In casa non c'è nessuno.
Ho la paranoia che mi stia andando a male il piede sinistro.
Che cazzo è successo l'altra notte???
In testa ho un temporale, nel cuore un terremoto.

calendario!!

il nallyPlayer

scaricala e divulgala!

scaricala!
la tesi della nally in formato pdf leggero leggero monitor resolution:
"izquierda de copia - nuovi sensi del possesso nell'era digitale"
tesi di laurea in teoria e metodo dei mass media
relatore: tommaso tozzi
accademia di belle arti di carrara
dipartimento di arti multimediali
a.a. 2006/2007

siete ufficialmente autorizzati
a scaricarla
e regalarla
a chi volete
perchè è un'opera rilasciata sotto
licenza Creative Commons 3.0 Unported Attribution - No Commercial.

vi state chiedendo di che cavolo parla la tesi, vero? anche io.
in effetti dal titolo si può non capire nulla
ma non è un buon motivo per non leggerla!
comunque, ecco un dono alla vostra pigrizia mentale
(anche se così si perde un po' di magia...):
"izquierda de copia" parla del copyright e delle alternative legislative
nate nella nostra era digitale,
parla del copyleft, del free software, dei nuovi mercati di musica online,
dei biobrevetti, della scrittura collettiva, dei nomi multipli...
e, in generale, di come la nostra vita sta cambiando.