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martes, julio 29, 2008

tema: il mio nuovo motorista

Tema: il mio nuovo motorista

Sottotitolo: in Spagna il motorista è quello che ti porta le pizze a casa in motorino

Svolgimento:

Il nostro nuovo motorista si chiama -diciamo per dire- X.
X è l'ultimo di una lunga serie di motoristi. Non so perchè ma, per un motivo o per un altro, i motoristi nella nostra pizzeria non durano molto tempo.

X ha solo pochi mesi in meno rispetto a me, perchè è nato il 10 ottobre del 1981, ma ha già una figlia di tre anni, che lui chiama Noa, traduzione palestinese del suo vero nome.
Però X e la mamma di Noa (che si conoscono da quando erano bambini) non stanno insieme, o meglio, non più, perchè "sono incompatibili", come dice lui. Ovvero: scopano da dio, ma poi litigano per qualsiasi cosa. "Come per qualsiasi cosa?". "Bè, lo vedi questo accendino? Io e lei litigheremmo anche per questo".

Ho scoperto anche che lui -esperto di hardware- un giorno, sistemando il computer di casa, trovò l'archivio di uno strana conversazione avvenuta su Messenger tra sua moglie e uno sconosciuto. X riuscì ad arrivare ad un appuntamento dei due amanti, scattare loro foto da lontano, per poi portarle a sua moglie e dirle "Guarda, questa eri tu cinque minuti fa". Da allora non stanno più insieme, e X -che fa tanto il duro- ha smesso di mangiare e ha perso 20 chili in tre mesi, passando dai 90 a 70 attuali.
Sempre da allora, X dorme sul divano e torna a casa solo per dormire e stare con Noa.

Ho anche saputo che un giorno diede un pugno ad un uomo che "aveva toccato sua moglie dove non doveva", e non si sa se la faccia di quest'uomo era eccessivamente resistente, o la mano di X troppo fragile, però da quel giorno X ha una mano un po' storta.
Non rotta. Solo storta.

X ha origini algerine e, forse, anche israeliane. Per questo non ha la faccia iberica. I suoi nonni e suo padre erano algerini, ma X non parla francese perchè suo padre è morto quando lui aveva 12 anni e ancora poca voglia di imparare nuove lingue.
Il padre di X era una gran cuoco, qui a Valencia, negli anni ottanta. Il problema è che gli piaceva anche l'eroina, e un brutto giorno morì di overdose.

La madre di X, invece, è sieropositiva dal 1984 e dall'87 fuma regolarmente marijuana per stimolare l'appetito e il sonno, nonchè per sopportare i dolori.

X, qualche anno fa, ha investito 2500 euro per una piccola piantagione di marijuana indoor.

X non vende marijuana, perchè dice che non vale la pena rischiare anni di galera per 30 euro.

X vende le piante figlie, e con questo vive, perchè tutti quelli del suo quartiere ne vogliono una, spesso più volte l'anno. X si è tatuato, tra le altre cose, il ritratto di sua figlia sull'avambraccio destro in cambio di una pianta. Sull'altro braccio ha il ritratto del protagonista cattivo di un fumetto manga, e si sta facendo prendere le misure per farsi tatuare un drago sulla schiena (però non prima della fine dell'estate, perchè il fratello del suo tatuatore ha avuto un incidente in moto due giorni fa, e ora è in un ospedale di Barcellona dove, probabilmente, dovranno amputargli una gamba).
I clienti sono sempre molto soddisfatti, perchè X vende le piante già cresciute e in forma perfetta, praticamente pronte per il raccolto.

X dice che compra i semi buoni una volta l'anno. Essendo una piantagione indoor, ottiene 3-4 raccolti l'anno, da piante che genera dalle prime.
Le mette in una stanza, con tutto quello di cui hanno bisogno, poi chiude la porta a chiave e accende una webcam per controllarle. Non entra in quella stanza per tre mesi. E, quando entra, lo fa con speciali occhiali da saldatore per non rimanere accecato dai vari specchi sistemati intorno alle piante.
X spende 200 euro di luce al mese.

X ha studiato programmazione e hardware, e da grande vorrebbe fare il disegnatore di sfondi per videogiochi.
Purtroppo, al momento della nascita di Noa, X ha dovuto abbandonare gli studi, prendere un attestato da saldatore e cercarsi un lavoro. In realtà, più di uno. Ha fatto molte cose, prima di diventare il nostro nuovo motorista, tra le quali lavorare per una ditta che spostava opere d'arte da città a città (Valencia, Barcellona, Madrid, Venezia, Parigi, Shangaii, Cuba...), e più di una volta, a biennali varie, gli è capitato di dover creare delle "opere d'arte" che poi l'artista ha semplicemente firmato. Anzi, in realtà a X è toccato pure mettere davanti all'opera il cartellino con il nome dell'artista...
Credo che quello del motorista sia il lavoro fatto su misura per lui, perchè è un appassionato di moto e ne possiede moltissime, soprattuto da strada (la maggior parte delle quali sono inutilizzabili perchè X le ha fuse facendo il cretino in giro come un tamarro). Insomma, gli piace tanto andare in giro su due ruote che non siano quelle di una bici (aveva una bici, un tempo...).
X possiede anche una Opel Kalibra lunga tre metri e mezzo che comprò pochi anni fa in un'asta eBay al prezzo di 1500 euro. Dice che la comprò per capriccio. Andò a prendersela a Barcellona. L'auto più tamarra del mondo targata Malaga. Dopo qualche giorno fuse un pistone, o qualcosa del genere.
X, ovviamente, non è soddisfatto dal motorino di proprietà del nostro ristorante, perchè dice che "non va", il che significa che non è truccato e va come dovrebbe andare.

X fuma talmente tanto che la mattina, appena sveglio, si deve accendere un cannone altrimenti non riesce a fare nulla. Mentre sta al computer disegnando, si accende una canna, fuma, poi la guarda e dice "Cazzo, è già finita??", e gli tocca farne un'altra, e così per ore, con sua madre che gli dice "Dai, fermati un attimo, tesoro".
Gli unici momenti in cui X non fuma sono quando lavora e quando sta con sua figlia.
Ora che è il nostro motorista, e non può fumare marijuana, fuma tantissime sigarette, ma non è la stessa cosa, purtroppo. O per fortuna.

X è molto fragile, sia fuori sia dentro, qualsiasi cosa voglia dire questa espressione.
X deve indossare scarpe sportive anche in estate, perchè a causa di una curva presa male in moto ora ha caviglie di cristallo, e deve usare dei rinforzi se è costretto ad usare scarpe normali.
Ha anche problemi con la cervicale, con la schiena, con i reni e con tante altre cose, sempre a causa della moto.

X è tendenzialmente eterosessuale, nel senso che non va a raccontare in giro tutte le cose che gli sono capitate con i suoi amici maschi, anche se una notte al Deseo 54 di qualche anno fa gli ha aperto gli occhi (o forse non solo quello): quella notte ha visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, e soprattutto cose che non ha mai visto nemmeno in un film porno (il che mi lascia supporre che sia anche un appassionato del genere).

A me X ricorda tantissimo Vincent Cassel ne "L'odio", ma il mio coinquilino greco nuovo di zecca dice che è uguale a Steve Buscemi, oppure ad un personaggio bukowskiano.

A X piacciono tante cose stupide che piacciono anche a me, come le corse in ascensore, il gelato cioccolatofragola, i gatti e Edward Norton.
X è bilancia, per questo andiamo d'accordo.
Purtroppo, mi sembra anche quel tipo di bilancia che ho conosciuto finora in tutta la mia vita: una s-bilancia.

L'unico problema è che X si è innamorato perso di me nel giro di un secondo, la prima volta che mi ha visto: ci incrociammo un secondo nel bagno del ristorante, e non ci eravamo mai visti prima, ma io mi accorsi di una strana e dolce sorpresa nel suo sguardo, che non ho più dimenticato.
Dice che sono la cosa più bella che gli è capitato di vedere ultimamente e mi tratta come una principessa.

Ovviamente tutto questo è un problema perchè l'amore non è ricambiato. E io ho perso un altro amico.

viernes, julio 04, 2008

un giorno della tua vita ti svegli e fai il riassunto delle puntate precedenti

Voglia di scrivere durante un ritorno dall'aeroporto... sì, è già successo tante volte, ma oggi non torno nè parto.
Però diciamo che una parte di me sta per salire su un aereo, per non tornare mai più, e un'altra ancora è tornata, finalmente, a farmi compagnia, a vivere con me, dopo tanto tempo.
Dopo due mesi (o uno? o tre?) passati a cercare di non pensare ad una data precisa, ad un giovedì come un altro, ad una qualsiasi giornata di sole.


Un giorno della tua vita ti svegli e ti accorgi che un altro anno è passato, lassù nel nido al decimo piano, vicino al cielo.

Un giorno della tua vita ritrovi l'amore di un anno fa, e ti arrabbi perchè lui è lo stesso di sempre ma tu sei tanto cambiata, e per questo decidi che non lo vuoi più.

Un giorno della tua vita ti rendi conto di avere tante cose che mai avevi avuto prima: un conto in banca senza spese, un lavoro in regola con contratto e orari decenti, una città da vivere come preferisci, e qualcuno che ti abbracci la sera quando rientri a casa stanca.

Un giorno della tua vita ti svegli e ti ricordi di avere 27 anni, e pensi (forse a ragione) di essere abbastanza grande per poter diventare anche mamma. Ma il giorno dopo scopri che non ci sarà nessuna mamma, almeno per un po' di tempo ancora, e ti scopri stupita e triste, come se avessi perso qualcosa per strada senza sapere bene nè dove nè quando.

Un giorno della tua vita ti svegli sola per la prima volta dopo tanto tempo, e ti ricordi che d'ora in poi sarai di nuovo sola, in una casa silenziosa senza gatti nè sorelle, senza alberi nè amache.
Quello stesso giorno ti ricordi quanto ti piace stare da sola, e quanto è bello e comodo e pulito il tuo nido singolo, e quanto ami avere la giornata tutta per te stessa.

martes, marzo 25, 2008

la rubrica della scomunica

Siccome un po' di gente mi ha chiesto informazioni a riguardo, ho deciso di pubblicare qualcosa in più sullo sbattezzo.

Innanzitutto è quasi gratis: io ho pagato 3 euro e qualcosa di raccomandata A/R per bruciare per sempre nel limbo dei non battezzati dopo la morte.

Tutto risulta molto più semplice se conoscete il luogo dove siete stati battezzati, quindi la prima cosa che dovete fare è cercare sulle pagine gialle l'indirizzo esatto della vostra parrocchia.

Dopodichè, scaricate il modulo apposito da qui:
http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.pdf
..stampatelo, compilatelo, firmatelo, allegate una copia della vostra carta d'identità (fronte e retro), e inviatelo alla parrocchia tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Poi, aspettate la risposta della diocesi di competenza e approfittate del poco tempo che vi rimane per bestemmiare con gusto (probabilmente, una volta sbattezzati non sarà più la stessa cosa...).

Per altre informazioni visitate il sito della UAAR, Unione degli Atei e Agnostici razionalisti:
http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

Per tutto il resto.. ci vediamo all'inferno! Aha ah aha ah!! (risata diabolica)

domingo, octubre 07, 2007

Lola ti amo

La Lola è di nuovo con me.
Al modico prezzo di 495 euro.
Senca custodia.
Ma col grandangolo.
Lola, ti amo.
Ci aspettano tanti bei momenti insieme...
Domattina tornerò a Valencia.
Ti aspetto là.
Non vedo l'ora...



jueves, septiembre 20, 2007

l'ennesima despedida di scemo e più scemo




"a zia, qui è sempre più difficile dire cosa è mio e cosa è tuo".
scemo ha ragione, più scemo concorda. bisognerebbe eliminare gli aggettivi possessivi. almeno dalla vita ormai quasi completamente compartida di scemo e più scemo. scemo se ne va a Roma con MacGiver e più scemo resta a Valencia. più scemo non è poi così triste, perchè tanto lo sa che scemo sarà sempre qui. la stanza, la casa, il letto, i vestiti, la ceretta, i coinquilini, la valigia, gli occhiali da sole...
mio e tuo non ha più senso, perchè ormai è tutto nostro.


tornando dall'aeroporto, esco dalla metro che è già buio.


il piccolo mercoledì decide di farmi ascoltare solo musica triste, e per strada mi sembra di incontrare solo persone vecchie.

ho l'impressione, per un attimo (un attimo solo) di essere sola in una città straniera.

ovviamente non è così.
ovviamente nel giro di un minuto tutto cambia.

la musica ritorna carica di energia, e nel mio cervello scoppia la rivoluzione, perchè un montòn de pensamientos iniziano a correre verso di me...


e mi ricordo, de repente, che ho mille cose da fare!
devo riparare la bici, trovare lavoro, andare al mare e abbronzarmi, e la città è di nuovo piena di persone ancora tutte da conoscere...


penso alle mille opportunità che mi aspettano, penso a quante persone fantastiche incontrerò e a quante ne ho già incontrate.

penso che non le perderò mai, se vorrò.



penso queste e mille altre cose mentre il profumo dei fiori dell'aiuola all'angolo tra Primado Reig e Vincent Gomez mi riempie i polmoni di gioia pura, come sempre fa.

mi sento in sintonia con Valencia, con l'aria, con la musica, con la gente, con il vento...

mi guardo intorno e riconosco tutto, perchè è tutto parte della mia vita.
le mattonelle dei marciapiedi, le sincronie dei semafori, la macchinetta delle foto che una notte ronzava ronzava ronzava e io l'ho fermata con un calcio e pieter in quel momento mi ha adorata, e il vicolo sotto casa che tanto vicolo non è e dal retro si vede tutto ma proprio tutto e allora certe cose lì forse era meglio non farle...


rientro in casa.

sistemo i vestiti nell'armadio.
metto via tutto.
ci sono un mucchio di cose di altre persone.

alcune proprio non so di chi siano.

il lettone di scemo e più scemo sparisce e la stanza diventa improvvisamente gigante e vuota.
un nuovo nido che nuovo non è, da colorare, per accogliere gli ospiti, per accogliere me.



sábado, septiembre 08, 2007

la despedida de carolina, junio 2007

da sinistra in alto:
serol la stampante turca sulle tette della nally, carolina, il crespo e zack
fila sotto (i piccoli):
lucia, ale, el hombre y lia, paolo, la ricciolona.

oddio, quanto ci amiamo.

lunes, julio 30, 2007

oggi è morto ingmar bergman

lui non lo sapeva, ma ha anche dato il nome a questo blog.

old school queen

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mi manca la mia famigliola valenciana

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oddio, ma quanto siamo belli???

viernes, julio 13, 2007

lasciare Valencia

Ultima mattina a Valencia.

Sveglia alle due e mezza.
La scritta "Old School Queen" è sparita dalla mia schiena.
Ora è impressa sulla canottiera sgundulaccia grigia che ho usato per dormire.

In compenso, ho altre quattro scritte sulla gamba, un sole intorno all'ombelico, e scritte e disegni sulla pancia che localizzano pancreas e fegato.
Anche se non credo che il mio fegato sia così piccolo...
Tutto ad indelebile nero.
Anche quella sul collo è sparita...
La più longeva sembra essere il "PUGGIA EGGIA!" a carattri cubitali con annesso omino che vorrebbe essere esplicativo.

Pranzo con le simpatiche canaglie.
Tutti tranne Ale, che a quanto pare non ce l'ha fatta.
Ad alzarsi dal letto, dico.

Però c'è l'omino di zenzero.

Mi rendo conto che lasciare a casa di Carolina asciugamani e lenzuola non è sufficiente...
Mi vedo costretta ad abbandonare la metà delle magliette, due felpe, due sacchetti di non so che, libri, mollette, tutta la roba del bagno, medicine, cd vuoti, l'olio regalatomi da Marina, lo specchio, due cappelli, manifesti e poster... varie altre cose.
Dimentico i cd.
Ma mi ricordo della caffettiera.

Me despido de Vittorio e Emilio.
Paolo e il Crespo mi accompagnano in aeroporto.
Da sola non ce l'avrei mai fatta.
Troppo difficile.
Sarei stata di certo vittima di una crisi di pianto.
O qualcosa del genere.

Salgo in aereo dopo che al controllo del metal detector la sbirra fa di tutto per disorientarmi, e ci riesce.

E quando l'aereo decolla, succede l'inaspettato.
Ho preso 8 aerei da/per Valencia.
E mai mi era capitato di vedere la città dall'alto.
Oggi la mia città mi fa l'ultimo regalo, un regalo de despedida...

Vedo il Turia, con i campi da calcio e i parchi e le curve.
Vedo il Mestalla, lo stadio più brutto del mondo.

Dal Mestalla, trovo Blasco Ibanez, los Jardines de Real, Primado Reig, i palazzi di Carolina, le case basse di Benimaclet.

Cerco la Ciudad de las Artes y Ciencias, incontro la rotonda con le macchine che girano, Manuel Candela, Amistad e Ayora, mi perdo il Cedro, ma trovo il Politecnico, Tarongers e il palazzo rotondo di Belle Arti.

Ci alziamo, vedo Plaza de Toros e i quartieri del centro.
Poi il Cabanyal e la Malvarrosa, infine la playa, e l'aereo cambia direzione, andiamo sul mare, Valencia sparisce dietro di me.

Il cielo è fantastico, l'acqua meravigliosa, andiamo oltre le nuvole, piango perchè dopo dieci mesi lascio la mia città, e rido perchè la mia testolina è un turbinio di ricordi bellissimi...

la despedida

Ultima notte a Valencia.

Ceno con le simpatiche canaglie.
Torno a fare la femmina del gruppo di marmocchi teppistelli, finchè non arrivano altre femmine che non solo fanno crollare a picco il tono della serata, ma mi fanno anche venire voglia di andrmene in cucina a lavare i piatti...

Poi al Cedro.

Saluto l'hombre e Lia per l'ultima volta.
Incredibilmente, non ho nessun istinto omicida nei confronti del mio coinquilino.
Forse perchè ormai è ex-coinquilino...
Lo abbraccio forte e vorrei non lasciarlo più.

Poi scappo al Cafe Toucan con Vittorio e Antonio.


Esco ubriaca senza aver cacciato una lira e dopo aver ballato alla sevillana su pezzi house tremendi (tra cui una versione oscena di The Wall).

Poi di nuovo al Cedro per farmi scrivere sulla schiena "Old School Queen".
Di questo vado particolarmente fiera, è vero.
Yo.


p.s.: nei tag trovate anche "tette". Perchè tanto per cambiare ho fatto prendere loro un po' d'aria. Volevo farle vedere anche agli sbirri ma mi sono dimenticata.

calendario!!

il nallyPlayer

scaricala e divulgala!

scaricala!
la tesi della nally in formato pdf leggero leggero monitor resolution:
"izquierda de copia - nuovi sensi del possesso nell'era digitale"
tesi di laurea in teoria e metodo dei mass media
relatore: tommaso tozzi
accademia di belle arti di carrara
dipartimento di arti multimediali
a.a. 2006/2007

siete ufficialmente autorizzati
a scaricarla
e regalarla
a chi volete
perchè è un'opera rilasciata sotto
licenza Creative Commons 3.0 Unported Attribution - No Commercial.

vi state chiedendo di che cavolo parla la tesi, vero? anche io.
in effetti dal titolo si può non capire nulla
ma non è un buon motivo per non leggerla!
comunque, ecco un dono alla vostra pigrizia mentale
(anche se così si perde un po' di magia...):
"izquierda de copia" parla del copyright e delle alternative legislative
nate nella nostra era digitale,
parla del copyleft, del free software, dei nuovi mercati di musica online,
dei biobrevetti, della scrittura collettiva, dei nomi multipli...
e, in generale, di come la nostra vita sta cambiando.