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martes, agosto 28, 2007

secondo giorno nelle marche

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mi sveglio e non capisco perchè è solo mezzogiorno e non almeno le sei o sette di sera...

mi sveglio e penso "se è mezzogiorno e in realtà è già un po' che sto in dormiveglia, significa che ho dormito al massimo cinque ore"...
in realtà sono meno di cinque...

mi sveglio e non voglio/posso alzarmi...

mi fa male tutto.
ma tutto davvero.
è il risultato per non aver fatto nulla, mio malgrado, per un mese e mezzo.
e poi aver ballato come una scema per ore senza fermarmi mai.


tutti lasciano casa, e io resto a letto...
prima di essere abbandonata in terra straniera chiedo esplicitamente di non essere lasciata sola per troppo tempo...

più tardi mi sveglio di nuovo ma in realtà non mi sono mai riaddormentata...
ho le forze per mandare un messaggio con richieste di cibo (circa sei parole), ma dopo questo sforzo disumano scopro di essere chiusa dentro, sola, e il cibo è chiuso fuori...

poi il cibo passa per la finestra e il ragazzino della consegna a domicilio dal muretto del giardino...

un repubblica di tanti giorni prima...
un sacchetto enorme di biscotti per cani...
il panino con la maionese mi dà la nausea, lascio il secondo disgustata...
mi alzo e barcollo, vorrei tornare a dormire per altri tre giorni...
mi fa male tutto un lato del corpo e non capisco perchè.


fuori piove, e per fortuna io adoro rimanere abbracciata a qualcuno, un grande letto sconosciuto, che non è mio e non è tuo, e guardare fuori dalla finestra aperta la pioggia che cade davanti a un cielo troppo bianco...

ma il ragazzino delle consegne a domicilio non può restare con me, e io non posso restare con il ragazzino delle consegne a domicilio. quindi, devo lasciare Macerata... e andare da ale...

e: "per jesi c'è un treno e un autobus, con l'autobus allunghi"
a: "voglio l'autobus che è più panoramico!"
pagherò caro questo capriccio turistico, perchè Macerata-Jesi sono circa 40 chilometri di curve in collina, e dopo la giornata appena trascorsa (e in realtà non ancora finita) forse non era il caso...

mi ritrovo sola sola su un autobus vuoto. continua a piovere.
guardo fuori, sto malissimo, le colline sono meravigliose ma la mia faccia me la immagino tendente al giallo-verde... quindi tra un conato e l'altro rido. da sola.
ma continuo a non vomitare!
che roccia.

il viaggio in autobus prevede addirittura un cambio (a Cingoli, cazzo di nome, però hanno il "binocolo panoramico"...).
a Jesi aspetto ale, che arriva un po' disorientato e chissà perchè da lontano mi sembra tanto grande o l'auto troppo piccola... o forse lui aveva una maglietta rossa... non ricordo più.

a casa di ale dico: "facciamo un riposino di cinque minuti?".
ale mi sveglierà dopo due ore e mezza, durante le quali io sono caduta in coma e non ho sentito nulla di quello che può essere successo intorno, fuori e dentro di me.

mi alzo e andando in bagno STAC becco la famosa mamma Silvana, già apparsa sulle pagine di questo blog in occasione della perdita delle lenti a contatto di ale in spiaggia a Valencia ("ale, quanto ti manca di diottrie?" - "non lo so, lo sa mamma"... eeee... che momenti irripetibili e indimenticabili!).
dimentico di chiedere quante diottrie mancano al figlio, ma mi ricordo dell'unica raccomandazione fattami da ale ("oh, per i miei io non bevo e non fumo"), quindi mi scuso.
s: "scusa di cosa?"
a: "per non essere propriamente fresca come un fiore... ehm... ho viaggiato molto, ieri".
segue sorriso da ragazzina per bene.
risatina gentile in risposta, ok, funziona.
mi guardo allo specchio e penso che ha funzionato perchè le due ore di coma mi hanno risistemato la faccia.
mi vesto di nuovo come zia Augusta e usciamo.


mi ritrovo su un divano in pelle quattro posti fuori da un... circolino?... mentre dalle finestre dei piani superiori del palazzo arrivano prove di cori...
e tutti sembrano parlare di musica, tranne la sottoscritta, che in realtà non riesce a parlare di niente.
il problema principale sembra essere il fatto che per articolare delle frasi devo fare prima lo sforzo di pensarle.

poi arriviamo a Senigallia ma scopriamo che non c'è quello che ci aspettavamo (forse è meglio così, la sera prima ho dato troppo...), quindi ci diamo alla cena.

io ormai faccio fatica a stare dietro alla conta dei miei pasti...
la regolarità è andata a farsi fottere.
la colazione sostituita dalla merenda.
frutta e verdura non mi ricordo più che faccia hanno.
infatti a Senigallia mangio pizza.

non bevo alcol tutta la sera, ma in realtà è solo perchè mi sento ancora in botta.

andiamo a dormire dopo discorsi sulla cosmologia, quesiti sulla nuova letteratura e un cd di Mia Martini tutto da cantare a squarciagola, soprattutto "minuetto", alla faccia di ale e per il piacere mio e di Leonardo, che -scopro il giorno dopo- è vegano e abita a Cingoli...

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primo giorno nelle marche

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in un giorno di 26 ore riesco a:


  • innanzitutto arrivare per l'ora di pranzo nel golfo (aka le marche) prendendo solo tre treni (e partendo alle 5 e un quarto di mattina da Milano Centrale, dopo aver dormito un paio d'ore, e soprattutto dopo una domenica di lavoro e conseguente sveglia alle cinque e trenta del mattino... e poi anche del pomeriggio)
  • accendere il piccolo mercoledì e scoprire che si è incantao. non lo potrò più usare per tutta la vacanza
  • pagare cinquantadue centesimi per usare il bagno più sporco di Scozia trasferitosi per l'occasione alla stazione di Ancona
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  • vedere le rotonde di Ancona ("tanto Ancona è tutta lì"... ma io non so se fidarmi...)
  • accecarmi sulle pietre bianche del Conero senza farmi picchiare dalle coppiette che sicuramente erano super infastidite dai miei acuti involontari ed improvvisi (ma niente bagno, paranoia rocce e troppo freddo)
  • fare il pranzo-merenda delle quattro del pomeriggio sull'ermo colle di Leopardi a Recanati
  • tentare di restaurare un vecchio cinema
  • sembrare zia Augusta (zia Augusta è un po' matta e si veste strana, a quanto pare...)
  • fare un figura di merda con un tenore
  • comprare per dieci euro un litro e mezzo di ron y cola ("ragazzi, ma siete appena tornati dalla Spagna, per caso?": commento del barista alla nostra richiesta con bottiglia in plastica levissima da svuotare perchè la volevamo piena d'alcol)
  • ballare per quattro ore circa di seguito ad una festa hawaiana
  • baciare una ragazza (bella, tra l'altro) che mi lascio scappare solo perchè non dormo da due giorni
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  • ballare musica anni cinquanta con una ventina di persone diverse (tra loro, l'uomo più grosso del mondo, che si fa picchiare senza motivo da degli stronzi perchè è laureato in scienze della pace...)
  • evitare (per una volta) di fare la cretina con gli sbirri mentre sono in botta allegra
  • autoconvincermi e convincere altre tre persone (ma non c'è voluto molto, stavano peggio di me: una senza una scarpa, uno senza il suo cappello di paglia ma con collana hawaiana, un altro con bretelle che è riuscito a non perdere solo perchè ce le aveva attaccate addosso) che alle 5 del mattino, dopo 48 ore sveglia, piena d'alcol entrato in circolo con salti da rock acrobatico inventato, ero in grado di guidare una vecchia uno per due ore in luoghi a me sconosciuti
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  • parlare delle famiglie anarchiche carrarine e della povertà a milano alle sei del mattino (e intanto guidare... nelle condizioni di cui sopra)
  • fare il toboga (sempre con la uno) sulle colline marchigiane, perchè da me le curve ci sono solo in orizzontale e quando vedo gli scivoli mi esalto, dico "ma quella la dobbiamo fare???", prendo la rincorsa e quando si risale mollo il volante e grido "su le maniiiiiii". sei e trenta circa del mattino, 140 all'ora circa (ma questo me lo dicono dalla regia il mattino dopo, perchè io non me ne sono accorta)
  • vedere l'alba sulle colline
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  • mangiare con un euro
  • restare sola per cinque minuti e farmi intortare dal "maniaco del mattino"
  • rompere le palle a uno sconosciuto alle sette del mattino per farmi dormire in casa sua
  • soprattutto: non vomitare mai

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37 euro

perchè andare nelle Marche in intercity e metterci mezza giornata se per la stessa identica cifra, in un'ora e mezza, posso essere a Valencia?
mmm..
forse perchè a Valencia ora non c'è il Summer Jamboree.
sì, sì.

calendario!!

il nallyPlayer

scaricala e divulgala!

scaricala!
la tesi della nally in formato pdf leggero leggero monitor resolution:
"izquierda de copia - nuovi sensi del possesso nell'era digitale"
tesi di laurea in teoria e metodo dei mass media
relatore: tommaso tozzi
accademia di belle arti di carrara
dipartimento di arti multimediali
a.a. 2006/2007

siete ufficialmente autorizzati
a scaricarla
e regalarla
a chi volete
perchè è un'opera rilasciata sotto
licenza Creative Commons 3.0 Unported Attribution - No Commercial.

vi state chiedendo di che cavolo parla la tesi, vero? anche io.
in effetti dal titolo si può non capire nulla
ma non è un buon motivo per non leggerla!
comunque, ecco un dono alla vostra pigrizia mentale
(anche se così si perde un po' di magia...):
"izquierda de copia" parla del copyright e delle alternative legislative
nate nella nostra era digitale,
parla del copyleft, del free software, dei nuovi mercati di musica online,
dei biobrevetti, della scrittura collettiva, dei nomi multipli...
e, in generale, di come la nostra vita sta cambiando.